Presentazione libri e doc: Intervista a Silvia Piazzi - San Michele Arcangelo di Ganzanigo

Intervista a Silvia Piazzi -  San Michele Arcangelo di Ganzanigo
 
NADiRinforma: Silvia Piazzi è coautrice insieme a Luigi Samoggia – illustrazioni Silvano Piazzi – del volume San Michele Arcangelo di Ganzanigo; 1906-2006 che raccoglie le memorie storiche e artistiche della Chiesa di Ganzanigo (Bologna) e della Comunità che l'ha voluta inserita in un contesto di comunanza e di partecipazione caratteristico della zona. 
Arte e sociale: due espressioni della bellezza che trova le sue radici più profonde e più vere nella piccola comunità laboriosa e ricca di storia sociale attenta alla esigenze della gente che, protagonista, riesce a mostrare quanto anche una piccola comunità possa divenire grande.
Silvia Piazzi presenta il suo libro
La parte da me trattata, ha carattere prevalentemente storico. Parte dalle vicende della comunità cioè dal 1200 quando fu fatto fortificare il castello presente sul nostro territorio, sino alla sua distruzione nel 1337 ed il successivo inglobamento ai territori di Medicina e Villa Fontana. Questa unione Bologna tenterà più volte di separare data l'enorme estensione di questi territori supportando le mire espansioniste di Villa Fontana. L'excursus storico procede sino alle vicende della seconda guerra mondiale, il successivo impegno sociale, degli abitanti, a difesa dei lavoratori, seguito da qualche cenno di demografia.
Più ampio spazio viene dato invece alle vicende della vita della comunità cristiana di Ganzanigo.
Si parte della presentazione delle cinque chiese presenti su tale territorio: S. Maria, S. Giovanni, S. Giacomo, S. Croce e S. Michele. Delle chiese appena citate, nulla si conosce se non i beni che esse possedevano. Di S. Maria, invece, si sa che era la chiesa vicina al castello e che fu probabilmente fortemente danneggiata nell'incendio che distrusse il castello. Tali luoghi di culto pian piano scompariranno, sino all'estimo del 1517 dove vengono nominati solo S. Michele e S. Croce.
Maggiori informazioni si conoscono riguardo a S. Michele: esso, in origine era un monastero appartenuto ai frati benedettini neri, ossia l'ordine che seguiva la regola di S. Benedetto in forma originale. Tali frati, pertanto avevano la giornata scandita da circa sette ore di preghiera ed altrettante di lavoro. Particolare attenzione doveva essere data, secondo la regola, agli anziani, ai bambini, ai malati ed ai viandanti; proprio per questo anche qui era stato creato un “ospitale”.
Tale monastero non continuò ad essere tale per lungo tempo infatti nel 1478 il papa Sisto IV soppresse l'abazia, erano infatti molti anni che veniva invano tentata una riforma, sostituiti gli Abati, per poter mettere fine alle scorrettezze (inizialmente solo in materia economica, successivamente di non attinenza alla regola) dei monaci presenti in S. Michele. Dopo tale data la chiesa continuò ad esistere ma sotto la reggenza del clero secolare, il quale già da tempo aveva effettuato ingerenze nella vita e nella gestione del monastero. La certezza del passaggio a parrocchia si ha solo dalla visita pastorale del 1554.
Nello stesso secolo furono costruite anche alcune chiese sussidiali ed oratori: S. Ercolano, fatta erigere dai conti Hercolani sulla loro tenuta. Essa rimase attiva sino al 1974, grazie anche alle ristrutturazioni eseguite nel secolo precedente. Dopo tale data nessuna celebrazione fu più fatta. Altri furono: l'oratorio dedicato all'Immacolata, quello della “concezione al palazzo delle due torri colombarie” e di S. Orio, tutti fatti erigere dai conti Hercolani, ma attivi solo per pochi anni.A fianco della odierna chiesa è situato il campanile, originario del complesso benedettino ma quasi interamente rifatto nel 1775. Un tempo era annesso alla canonica e situato a levante della chiesa, in seguito fu invece staccato anche da essa.
Per quanto riguarda la canonica, quella antica e situata alla destra della vecchia chiesa, è stata sostituita, dopo la seconda
guerra mondiale da un edificio più recente a tre piani.
Come già asserito nella parte riguardante la Comunità, in Ganzanigo fu molto vivo e fiorente l'associazionismo e ciò vale anche per la vita della comunità parrocchiale. Infatti le Confraternite, cioè le unioni di fedeli secondo uno statuto, furono molto numerose. Le più antiche sono “La compagnia del Santissimo Sacramento” e la “Confraternita del Rosario” istituite tra la seconda metà del 1500 ed i primi anno del 1600. Di queste è ancora esistente la prima (Compagnia del Santissimo Sacramento), ma ad essa aderiscono solo gli anziani. Seguirono: la “compagnia di S Anna”, le “figlie di Maria”, una associazione dedicata alle fanciulle detta “S. Dorotea”, e ancora “Madri cristiane”, una per i giovani dedicata a “S. Luigi Gonzaga” (di quest'ultima è rimasta solamente la festa in onore del loro patrono S. Luigi, che ancora oggi viene festeggiata la prima domenica di settembre), ma ancora una dedicata a “S. Antonio” ed infine, per un breve periodo, fu attivo in parrocchia il Terzo ordine francescano. Di tutte queste è rimasta attiva solo la compagnia di s. Anna.
Attualmente è molto presente nella comunità l'Associazione Cattolica alla quale aderiscono molti dai giovani agli anziani.