associazione medica a carattere socio-sanitario destinata alla cura e alla prevenzione
dei DISTURBI di RELAZIONE,
attraverso un programma clinico di reintegrazione
del soggetto portatore di disagio
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XXI Convegno Nazionale Radiè Resch: "Dialogo tra Sud e Nord"
(1° parte)
N.A.Di.R. informa: dopo il saluto della Segreteria della Rete Radiè Resch, Giovanna Ricoveri (giornalista) e Mario Lill (rappresentante del Movimento Sem terra SEM, Brasile) ci introducono nei "percorsi per una nuova politica" parlandoci del Brasile e del SEM. Coordina Gabriele Colleoni (giornalista) "Negli ultimi 10 anni, più di 1000 persone sono state uccise come risultato dei conflitti della terra in Brasile. Solo 53 dei sospetti assassini sono stati presi e processati. Il Brasile è il 2° peggior distributore di terre nel mondo. E' stimato che l'1% delle proprietà rurali rappresentano il 47% di tutte le terre agricole, e il 62% di tutti questi grandi ranches sono improduttivi. Allo stesso tempo, 4,8 milioni di contadini non hanno accesso alle terre. Come risultato di questa contraddizione il Movimento dei senza terra brasiliano (MST) è oggi il movimento sociale più grande in America Latina. Fin dalla sua creazione nei primi anni '80, il SEM ha fatto pressioni sul governo per far riconoscere queste terre a circa 150.000 famiglie. Oggi il movimento sostiene la lotta di oltre 57.000 famiglie che hanno occupato terre incoltivate in 23 stati. Queste famiglie stanno vivendo in circa 300 campi, sperando che il governo gli dia il riconoscimento di queste terre."
Incontro registrato Venerdì 24/03/2006

XXI Convegno Nazionale Radiè Resch: "Dialogo tra Sud e Nord"
(2° parte)

N.A.Di.R. informa: Mario Lill ci parla di ciò che il Movimento sta facendo a sostegno alle attività della "pastorale della terra", ai Sem Terra, alla sindacalizzazione in alcune zone, sia rurali che urbane, allo sviluppo e alla cooperazione popolare, a centri di accoglienza di bambini di strada, ai movimenti delle donne e degli afro-brasiliani, ai centri di difesa popolare e alla medicina popolare I contadini iniziarono ad organizzarsi nei villaggi, nelle comunità rurali, creando gruppi di famiglie che si riunivano clandestinamente; in queste riunioni si discuteva dell'ingiustizia della concentrazione della proprietà della terra e dell'esistenza di molte terre non utilizzate dai latifondisti. Avendo così una visione delle cause dei loro problemi, iniziarono ad organizzare manifestazioni pubbliche a favore della riforma agraria, facendo assemblee di massa, cortei ed occupazioni di terre incolte. In termini storici, le prime lotte dei senza terra iniziarono negli anni '78-'79, ma solo nel gennaio 1984 si costituì il Movimento dei Senza Terra a livello nazionale. Gli obiettivi fondamentali dei sem-terra sono la Riforma Agraria, la giustizia sociale e l'istruzione dei lavoratori rurali.
Incontro registrato Venerdì 24/03/2006
Visita il sito: www.mst.org.br
Visita il sito: www.reterr.it

a cura di Luisa Barbieri

La nuova costituzione, promulgata nel 1988, prevede l'uso sociale della terra. Questa clausola permette ai contadini organizzati di fare pressione sul governo affinché espropri i latifondi inutilizzati e ridistribuisca la terra. Il soggetto più attivo in questa lotta per la giustizia sociale nelle campagne è il Movimento Sem Terra (MST)

La nascita del movimento Sem Terra

Per comprendere al meglio il Movimento dei Sem Terra occorre fare riferimento alla storia del latifondo che opprime il Brasile dal 1500.
Il “Movimento dei Sem-Terra” (MST) è una forma di organizzazione sociale dei senza-terra. I contadini sono costretti a lavorare la terra per i cosiddetti possidenti sotto le più differenti forme come la mezzadria, l'affitto, come semplici salariati.
La soluzione più adeguata per superare questa tipologia oppressiva ed ingiusta di lavoro sarebbe quella di ottenere una terra ove potere lavorare.
Il MST è nato dalla presa di coscienza e dall'organizzazione degli agricoltori in gruppi che hanno tentato di liberarsi dallo sfruttamento latifondista (molto diffuso in Brasile) cercando di prendere possesso di appezzamenti di terreno da potere lavorare in libertà organizzandosi così una vita dignitosa sia in riferimento al lavoro, sia in riferimento alla salvaguardia delle loro famiglie. Possedere un pezzo di terra significava avere lavoro, cibo, reddito; vivere in una comunità rurale significava poter creare dei servizi minimi per una vita adeguata ed in sintonia con la dignità dell'individuo.
Negli anni '70 in Brasile iniziò un processo di trasformazione dell'agricoltura, iniziò la cosiddetta meccanizzazione, venne introdotta la coltivazione della soia, soprattutto nelle zone del Rio Grande del Sud e di Parana, vennero infine messe in atto forti azioni di espulsione in massa della popolazione agreste che si dirige verso le città senza possibilità alcune di sbocco in quanto con la crisi industriale degli anni '80 erano scomparse le prospettive di lavoro.
Ala fine degli anni '70 presero avvio le lotte per la riforma agraria e gli scioperi operai tesi alla democratizzazione della società orientarono verso un processo di cambiamento che in realtà era già in atto.
Un fattore soggettivo fu il lavoro pastorale della Chiesa Cattolica che era orientato a stimolare le fasce deboli della popolazione a prendere coscienza della loro condizione e ad uscire dallo stato di sfruttamento nel quale il sistema dittatoriale imperante li aveva confinati. L'influenza del sindacalismo rurale e la lotta sempre più cosciente orientata a democratizzare il paese portò all'organizzazione nei villaggi, nelle comunità rurali di gruppi di contadini. Fecero la loro comparsa le riunioni clandestine, riunioni che per lo più tentavano di affrontare l'ingiustizia della concentrazione delle terre nelle mani di pochi e il non utilizzo da parte dei latifondisti di grandi appezzamenti di terreno.
Come sempre accade nei processi di coscientizzazione della società civile, si identificò il problema prioritario ed si iniziarono ad organizzare manifestazioni pubbliche a favore della riforma agraria. Si facevano assemblee, cortei e si cominciarono ad occupare le terre incolte.
Nel gennaio del 1984 si costituì il Movimento dei Senza Terra, movimento che si poneva come obiettivi fondamentali la Riforma Agraria, la giustizia sociale e l'istruzione dei lavoratori rurali.
Il 21-24 gennaio 1984 a Cascavel – Parana si tenne il 1° incontro nazionale con 80 rappresentanti di 13 stati.
Alcuni momenti significativi della storia del movimento.
6) Caratteristiche Del MST
L'ideologia
Il MST si sente erede di 500 anni di lotte per la terra nel proprio paese , e di molte lotte che ci sono state in altre parti del mondo. " Non stiamo inventando niente " - dicono. Non si sono però mai proposti di copiare altre esperienze.
L'MST è strettamente legato alla realtà quotidiana . " Usiamo le idee - dicono - che danno risultati qui da noi , nella nostra esperienza". Si sentono particolarmente vicini alla teologia della liberazione (che mischia cristianesimo, marxismo e latino-americanismo). Sono moltissimi gli studiosi, i religiosi, i rivoluzionari brasiliani e non a cui fanno riferimento. "Non ci interessa tanto sapere a che partito fosse iscritto un certo studioso, ma se ha detto qualcosa che ci può servire".
Forme di lotta: occupazioni, accampamenti temporanei e di lunga durata, marce.
L' occupazione è una forma di lotta che obbliga a schierarsi. Il povero organizzato obbliga la società a pronunciarsi . L'occupazione non è un grido isolato. È importante che alla occupazione partecipino intere famiglie perché si forma già uno spirito comunitario. "L'occupazione è l'unica soluzione" è uno degli slogan più antichi. Perché la legge viene applicata solo lì dove c'è iniziativa sociale . Anche Cardoso ha riconosciuto che senza pressioni non ci sono risultati.
Ci sono stati due importanti successi negli ultimi anni:
http://www.mst.org.br. www.comitatomst.it/
Violenza contro i Senza Terra.
I senza terra sono stati vittime nei loro 16 anni di vita di molte violenze: denunce ingiustificate, minacce, sgomberi e arresti arbitrari, torture, omicidi, massacri. Famosi sono i massacri di Corumbiara (1995) e di Eldorado dos Carajas (1996). Soltanto durante l'anno 2000, 11 membri del MST sono stati uccisi da pistoleiros o da poliziotti.
Mostra di Sebastião Salgado
Coltivatrice della terra

 

 

 

 

 

 

 

Vicino Tauá, al confine dello stato del Ceará, la povertà ed il lavoro duro sono scolpiti nel volto di questa lavoratrice Sem Terra. ( Ceará, 1983 )
Un bambino nell'accampamento dei Senza Terra nella fazenda Rosa do Prado, dalla quale i contadini sono stati espulsi dalla polizia militare per 18 volte. Ora 500 famiglie occupano l'area organizzati in  cooperative di produzione dove si stima guadagneranno 350 dollari al mese. 
 
Scuola in un accampamento Sem Terra
L'educazione scolastica è uno degli obiettivi del MST.
Un terzo dei contadini è analfabeta. Quasi la metà non ha completato
l'insegnamento di 1° grado. L'8% ha completato il 1° grado e soltanto il 3% ha completato la scuola secondaria.
La scuola , presente in ogni insediamento dei Sem Terra, garantisce a tutti i bambini di studiare per un minimo di 4 anni e in molti casi fino ad 8.
Oggi sono più di 2000 gli insegnanti che lavorano con più di 40.000 bambini negli insediamenti e con programmi di alfabetizzazione rivolti a giovani e adulti. La quasi totalità degli insegnanti proviene dagli stessi insediamenti.
Educare alla pace significa educare per la cittadinanza della felicità
in relazione con l'ambiente, gli altri e se stessi
introduzione e traduzione di Nara Zanoli www.roccadipace.it
La scuola pubblica di base "Bandeirante"  della città di Guaporè, nello stato di Rio Grande del Sud in Brasile, conta 1600 alunni ed è impegnata in diverse attività:
-       cambiamenti nelle relazioni interpersonali, trasformando l'ambiente scolastico in uno spazio di convivenza etico-affetiva
-       rendere trasversale la tematica della pace nei programmi scolastici
-       realizzare la programmazione partecipativa dei progetti educativi e delle norme di convivenza
-       promuovere lo sviluppo di tutte le potenzialità, genitori compresi, per azioni di pace
-       rafforzare il protagonismo giovanile nella valorizzazione dell'ambiente.
Significativo è il Progetto Aiuta ad Aumentare la Pace (AAP) per la risoluzione nonviolenta dei conflitti e per il coinvolgimento dei giovani. Il Progetto AAP mira a costruire una comunità attiva e responsabile in un contesto sociale fortemente violento.
Una Scuola di Pace alle pendici del Monte Cimone (MO), per cercare la pace con sè stessi, la natura, gli altri ed il mondo. Una rete di associazioni, scuole ed enti locali  per offrire alla  popolazione e  ai visitatori luoghi ed eventi di pace
INTRODUZIONE
Gli obiettivi di Rocca di Pace sono costruire luoghi ed esperienze di Pace per sviluppare la Cultura della Pace, ricercare con le popolazioni locali strumenti per vivere in pace con se' stessi, la famiglia, la comunità, la natura.
Rocca di Pace intende offrire ai visitatori un ambiente per sviluppare la pace interiore e la propria capacità di essere operatori di pace.
Le modalità con le quali lavoriamo:
"Nessuno educa gli altri, nessuno educa sé stesso ma ci si educa insieme" (P. Freire). Il metodo dovrà essere coerente con il fine, quindi teso a modalità partecipative, maieutiche e interattive.
Particolare sensibilità per strumenti quali la scultura la musica, il teatro, il cinema,...perché l'arte è un linguaggio universale.
Rocca di Pace si prefigura come una rete locale inserita in una rete provinciale e regionale.
Ricerca-formazione-azione sono il triangolo di riferimento per lo sviluppo della cultura di pace.
Le attività previste sono:
* Musei della pace, mostre interattive, sentieri di pace
* Convegni, corsi di formazione, attività culturali con le biblioteche
* Percorsi didattici nelle scuole
* Spazi di mediazione sociale e familiare e di trasformazione creativa dei conflitti
* Documentazione e informazione
I contenuti del nostro lavoro per la pace si possono così riassumere:
* pace come bisogno universale
* sperimentare alternative alla violenza (diretta, strutturale e culturale)
* trasformazione creativa dei conflitti
* pace con mezzi pacifici: la nonviolenza come sfida ineludibile
* pace relazionale e mondiale a partire dalla pace interiore
* pace con la natura
* ricerca e formazione per diventare operatori di pace
Gli utenti ai quali ci rivolgiamo sono:
Scuole materne, elementari, medie e superiori del territorio. Popolazione del territorio. Classi scolastiche in gita. Turisti e sportivi. Studenti universitari in corsi residenziali. Insegnanti, educatori, genitori, formatori, operatori sociali e del volontariato. Politici ed amministratori. Obiettori di coscienza e giovani in Servizio Civile. Caschi Bianchi, Corpi Civili di Pace Europei, Brigate Internazionali della Pace. Parti in confitto.
Le nostre interazioni con il contesto più ampio:
A livello provinciale: Rocca di Pace si avvale della collaborazione del Centro Universitario di Ricerca sulle Culture della Pace e della Sostenibilità di Modena e opera in sinergia con le altre Scuole di Pace.
A livello regionale: si propone come Scuola di Pace ai sensi della legge regionale 12/02
A livello nazionale e internazionale: in prospettiva Rocca di Pace si candida come luogo di formazione residenziale e di incontro tra i popoli.
Modalità di gestione : Rocca di Pace si configura come una rete territoriale di Enti, Associazioni, Scuole, gruppi e persone del Frignano. Nella prima fase il Comune di Sestola funge da Ente capofila di riferimento istituzionale ed un Comitato si incarica della gestione. Entro il 2005 si costituirà in Associazione di enti. La sede : il Castello di Sestola (MO) - Sestola, è dominata da un castello, composto da una Rocca, da un borgo e da un parco. La Rocca, di proprietà del Comune di Sestola, è già stata ristrutturata ed ospita mostre e musei. Il parco è stato recentemente acquistato dal Comune di Sestola. Gli edifici del borgo (alcuni medioevali, altri più recenti) appartengono al Comune di Modena. Alcuni degli edifici medioevali verranno ristrutturati entro il 2005. Sono questi edifici che ospiteranno la sede del progetto Rocca di Pace. In prospettiva vi è anche la completa ristrutturazione degli edifici della ex colonia per trasformarla in Ostello. Si potrà così offrire un ambiente accogliente e funzionale per attività di formazione residenziali. Per le visite-laboratorio residenziali di due o più giorni per classe o gruppi in autogestione viene utilizzata la "Casa di Francesco" delle suore Cappuccine di Fanano (MO).

 

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