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AFRICA: il superamento dell'inferno

(Luisa Barbieri)

Vorrei introdurre l'argomento AFRICA partendo da un presupposto fondamentale da noi posto quale base incontrastata degli interventi che le organizzazioni riunite nel gruppo che ha preso il nome di “Insieme a …” tentano di operare:

SOLO ATTRAVERSO IL SUO ESSERE L'AFRICA PUO' VERAMENTE ACCEDERE ALL'AVERE .

Un avere autentico, non un avere di elemosine e di mendicità.

Credo sia bene partire da un problema di identità, di dignità e conseguentemente di ruolo nel mondo di un continente spogliato della sua stessa storia.

Senza identità l'Africa è solamente uno strumento utilizzato dagli stranieri. Negli ultimi secoli il continente africano è stato forgiato, trasformato dalla cultura imposta dai paesi industrializzati del Nord, non ha avuto la possibilità di esportare alcun messaggio culturale ……. costretta all'approvvigionamento di materie prime trasformate solo al Nord in beni di consumo, in beni contenenti un significato culturale.

Uno dei grandi problemi dell'Africa a mio avviso è proprio lo scambio culturale equo , attraverso la fornitura di infrastrutture alle culture del continente.

Riscoprire la storia del continente africano a partire dalla sua stessa matrice è fondamentale per superare il limite temporale - storico che fa risalire il tutto all'era delle colonizzazioni. La ricerca storica aveva deciso che non esisteva una storia africana e che gli africani colonizzati erano semplicemente condannati ad indossare la storia dei colonizzatori.

In realtà penso che occorra partire dalle radici del popolo per arrivare all'essenza stessa della sua cultura, i n altro modo altro non si ottiene che una falsificazione con conseguente incomprensione delle dinamiche che sostengono la società africana.

La comprensione della storia di un popolo chiama il futuro, incita, invita la gente a spingersi verso qualcosa di nuovo, di inedito, di non catalogato che improvvisamente viene realizzato da un gruppo, resta sempre un'apertura ed è su quella, ribadisco, supportata dalla conoscenza, che si deve agire.

Siamo giunti ad un grande momento della storia umana in quanto quando la globalizzazione neoliberista , così come è concepita, …. Ossia concepita come il logico risultato del sistema capitalistico di produzione, un sistema supportato dalla competitività e dalla redditività a tutti i costi

sboccando in una sorta di darwinismo economico, ecco …. quando …… questa …globalizzazione avrà fallito, e molto probabilmente …. Fallirà, in quanto non solo produce povertà, ma indebolisce le frange deboli della società a rinforzo della sottile fascia economicamente forte e supportata dal sistema economico globalizzato, …….. allora sarà arrivato il tempo per scelte strategiche corrette per l'umanità nel suo insieme……… se quel tempo ci sarà ancora …………

Il sistema economico globale funziona quasi esclusivamente sulla base degli scambi finanziari, si vendono e si comprano azioni e gli attori di questo gioco internazionale del denaro intascano tutto ciò che i risparmiatori investono, è come un ritorno al capitalismo mercantile del XIX sec.

Dinanzi a questa forma di economia il capitalismo africano non ha alcuna possibilità, se non come smembramento di un sistema posto in atto a partire dal XVI sec e dominato a tutt'oggi dalla triade: USA-Europa-polo asiatico.

L'economia mondiale non è più fondata sull'apporto di materie prime dal Sud, è economia d'informazione lontanissima dalla cultura africana.

Gli slogan messi avanti da alcuni partner dell'Africa secondo i quali essa non dovrebbe mancare all'appuntamento del 3° millennio, sono assolutamente privi di significato, una sorta di oppio dei popoli, allo scopo di abusare delle persone lanciandole in una fuga in avanti sapendo benissimo che non riusciranno mai a perseguire ciò che idealmente ed induttivamente rincorrono …. Sino a ché tutta une serie di condizioni di base non verranno soddisfatte.

Con la fine della guerra fredda tutto il pianeta è divenuto campo di gioco di questo liberalismo economico fondato sulla privatizzazione e l'Africa è divenuta, se possibile, ancora più vulnerabile, in quanto non può più nemmeno interpretare il ruolo assegnatole dai colonizzatori. Vi è in corso una sorta di destrutturazione e una mancanza di considerazione della collettività.

Il ruolo dell'Africa sembra che non sia mai cambiato dal XVI sec. quando cominciò l'invasione dall'esterno e la conseguente tratta dei neri nel corso della quale sono stati mercanteggiati milioni di schiavi neri ……….. L'utilizzo di esseri umani come riproduttori di altri esseri umani utilizzati nel lavoro delle piantagioni, bambini gettati in mare o abbandonati in qualche mercato perché troppo piccoli per essere sfruttati, utilizzati …. Costi troppo elevati per permettere loro di raggiungere un'età ed una costituzione fisica adatta al duro lavoro cui erano sottoposti gli adulti.

Nel frattempo si teorizzava e si disquisiva sulla questione se i neri avessero o no un'anima……… la tratta dei neri fu il punto di partenza di una decelerazione, di un arresto della storia africana, se la ignoriamo non possiamo certamente nemmeno provare a comprendere il continente.

La tratta dei neri contribuiva a spingere gli stati colonizzatori verso l'industrializzazione, il “patto coloniale” voleva che i paesi africani producessero solo materie grezze da inviare al Nord ove venivano lavorati……… è da lì che all'Africa è stato imposto il ruolo di fornitore di materie prima …….. Patto coloniale che perdura anche ai nostri tempi.

Ovviamente questo ruolo equivaleva ed equivale a spogliare un continente di ogni possibilità di crescita individuale.

Il sistema genera miseria, la miseria annulla la possibilità di fare scelte. Io credo che non si possa perseverare nella cognizione che la povertà sia la causa del sottosviluppo, la povertà è il prodotto del sistema dominante. Ci si cura della povertà a posteriori senza chiamare in causa le forze strutturali di ciò che la generano …. Non è la strada giusta ……

In sintesi, ciò su cui dobbiamo meditare almeno in partenza è quanto e quale sia stato il torto che ha subito la razza umana attraverso i neri, solo in quel momento forse anche la popolazione nera verrà riconosciuta sotto tutti i punti di vista quale parte integrante della specie umana!

È indispensabile che il Nord riconosca con buon senso ed umiltà quanto e cosa deve imparare dal Sud … . È proprio sul concetto di missione che si deve fare chiarezza: interazione e non imposizione! Il Sud ha bisogno del Nord; il Nord ha bisogno del Sud …. a completamento delle necessità emergenti ragionando in termini di reciprocità.

I volontari pur con tanta buona volontà non possono partire senza un minimo di formazione, ….. e su questo insisto, in quanto il rischio è gravosissimo sia per loro che per coloro che teoricamente potrebbe usufruire del loro operato.

Il trattamento rieducativo medico psicologico che il nostro staff propone si integra con un processo di formazione ed informazione atta sia a preparare i Pazienti alla loro vita, sia a preparare eventuali volontari che nell'ambito della missione socio sanitaria di interscambio Nord-Sud finiscono il lavoro terapeutico e di crescita.

Occorre grande umiltà atta ad imparare abbandonando l'arroganza e la presunzione che spesso nasce dalla convinzione di appartenere, di essere i detentori di una cultura dominante. Questo, altro non può, che supportare una proposizione sostenuta da un maggior potere economico…. relativo …. ma evidente nella proposizione stessa, un potere tale da indurre nei locali un vissuto di appartenenza ad una razza inferiore.

In realtà non è sicuramente il potere economico che determina la qualità di vita di un popolo e/o la sua ricchezza, …. Mi pare che il contesto sociale nel quale tutti noi viviamo ne sia viva testimonianza …. relativamente ai concetti di qualità di vita e di ricchezza, se riuscissimo a distaccarsi dalla imposta concezione della globalizzazione neo-liberista, esattamente come non è un dono materiale che può migliorare le condizioni di un individuo

A mio avviso solo la dimostrazione del rispetto rivolto v erso coloro i quali si vuole provare a dare una mano, l'umiltà orientata a volere imparare dando la giusta valenza alla cultura ospite può avere un senso.

Non si tiene in considerazione che c'è ed è ben rappresentata un'arte africana del vivere, della solidarietà, della relazione umana, dell'apertura verso gli altri …… c'è la ritualità dello stare insieme, del condividere ……….. Ma il muro che il sistema ha costruito nei secoli ci impedisce di vedere, conseguentemente si salta carichi del proprio fardello di presunzione incapace di arricchirsi della diversità.

È una lotta durissima quella che ci attende, ma indispensabile al fine di smantellare questa sorta di pseudo-sviluppo cannibalistico, in quanto il Nord che gode di redditi pro-capite da 40 a 50 volte superiori a quelli del Sud sembra non volere sentire ragioni rivolte ad un livellamento umano ed umanizzante adeguato allo sviluppo planetario superando gli schemi colonialistici ed abbattendo il grande muro che divide il mondo in due pianeti di cui uno rappresenta il cibo, il sostentamento per l'altro.

Bisogna favorire l'insorgenza di gruppi che si prefiggano progetti che partono dall'uomo per arrivare all'uomo, un uomo nuovo, un uomo del 3° millennio, aperto alla relazione, allo scambio, all'etica universale nel rispetto reciproco delle culture che caratterizzano gli individui e i gruppi di appartenenza.

Il centro del mondo non è il Nord tecnologicamente avanzato, il centro del mondo è dentro ognuno di noi e da lì dobbiamo partire, perché solo così possiamo avere una possibilità …. La possibilità di essere nuovamente umani ricettori e trasmettitori di valori! Lo sviluppo umano è una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani dei soli economisti, la storia dell'uomo siamo noi!

Tra la scienza, il denaro, il potere e la violenza …………… spetta all'umanità fare una sintesi che dia diritto alla coscienza, in quanto è solo a questo livello che si trova qualche cosa in più della razionalità ….. La coscienza è la vita, è assunzione di responsabilità, è la guida che governa il focolare incandescente dello spirito umano e che consente il superamento dell'inferno.
 
   

"Africa: il superamento dell'inferno".

Danze e canti etnici eseguiti durante le serate su intercultura e Africa nell'ambito della manifestazione inserita in Percorsi di Pace - 1° edizione (ottobre 2005) - organizzata dal Tavolo per la Pace della Provincia di Bologna

Letture: Arianna Carena - accompagnamento musicale: Alessandra Mirabelli, Paola Ciacchini, Gianluca Geri
Hanno partecipato al dibattito: Alex Zanotelli, Silvio Pampiglione,. Luisa Barbieri

Il concerto dei Jambé Rhyme Group ha concluso l'evento
Registrazioni effettuate da Arcoiris Tv presso il TEATRO DELL'ANTONIANO - Via Guinizelli , 3 - Bologna.

 

 

 

 

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