associazione medica a carattere socio-sanitario destinata alla cura e alla prevenzione dei DISTURBI di RELAZIONE,
attraverso un programma clinico di reintegrazione
del soggetto portatore di disagio
 
 
 
 
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COMUNICATO STAMPA

Adesso Basta. Fermiamo questa cinica crociata contro
la libertà e i diritti delle donne
 
Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci
L'irruzione della polizia ieri al Policlinico di Napoli è di enorme gravità. Sulla base di un ipotesi di reato – “feticidio” – che il nostro codice penale non contempla, una donna, reduce da un intervento di interruzione di gravidanza per motivi teraupetici, è stata sottoposta a interrogatorio e la cartella clinica sequestrata.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla vittima di tanta violenza. Ma questo non basta. E' necessario che lo sdegno si traduca in un'iniziativa politica e culturale forte, in grado di contrastare una campagna in corso da mesi contro la libertà delle donne. Una vera crociata, intrisa del peggiore fondamentalismo, che con cinismo ne calpesta la dignità e la sofferenza. Con gli eventi di Napoli, questa campagna fa un salto di qualità e dispiega tutto il suo potenziale antidemocratico. Sotto attacco è stato messo lo stato di diritto, la possibilità di utilizzare in modo corretto una legge dello stato passata al vaglio di due referendum, le fondamentali garanzie democratiche che devono valere sempre per tutte e tutti.
Chiediamo che vengano individuate le responsabilità di quanto successo. Chi ha autorizzato il blitz? Sulla base di quali elementi? Il mandato legittimava tanta brutalità? Sono necessarie risposte urgenti e chiare.
Crediamo sia giunto il momento di dire basta. In molte città d'Italia le donne hanno convocato assemblee e primi momenti di mobilitazioni. Non vanno lasciate sole. La difesa della loro libertà e dei loro diritti ci riguarda tutti, uomini e donne. Da parte nostra faremo il possibile per contrastare questa deriva oscurantista e reazionaria, chiamando tutta l'associazione a una battaglia decisiva per le sorti della democrazia in questo paese.
Roma, 13 febbraio 2008
UFFICIO STAMPA
Via dei Monti di Pietralata, 16
Andreina Albano
Tel. 06 41609267 – 348 3419402 albano@arci.it
www.arci.it
INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA
di Adele Sandri
Pubblicato su InfermieriOnline il 02.04.03
La legge tutela il diritto della donna quando questa decide di non portare a termine una gravidanza.
premessa: per IVG si intende la volontà della donna di non proseguire una gravidanza.
L'aborto volontario è legale in quasi tutti i paesi del mondo. Ogni anno vengono praticati 50000000di IVG.
Spesso, a causa dei costi o delle complesse procedure burocratiche, molte donne ricorrono all'aborto clandestino (circa 20000000; ¼ degli aborti  rischio riguarda ragazze di età compresa tra i 15 ed i 19 anni.).
Un'indagine condotta in 33 paesi, ha purtroppo dimostrato che l'IVG è ancora usata come metodo di controllo della fertilità. E' quindi indispensabile, oltre a fornire tutte le indicazioni necessarie per permettere alla donna di praticare l'IVG, che a questa venga poi fissato un appuntamento post-intervento per un controllo fisiologico e per un colloquio sanitario mirato ad una educazione sanitaria contraccettiva.
La Legge 194/78, all'art. 6, prevede che l'IVG possa essere praticata solo entro i 90 giorni dall'inizio della gravidanza (fa fede la data dell'ultima mestruazione); prevede inoltre che  debbano passare non meno di 7 giorni dalla compilazione del certificato all'esecuzione dell'intervento.
L'IVG può essere eseguita oltre i 90 giorni di gestazione solo nel caso si ravvisi che la gravidanza mette in pericolo la salute psichica e/o fisica della donna (ad esempio in caso della presenza di gravi anomalie fetali).
L'art. 5 della stessa Legge prevede inoltre che, qualora il medico ritenga vi siano le condizioni da rendere urgente l'intervento, rilasci alla donna un certificato attestante l'urgenza. In questo caso non va rispettata la pausa dei 7 giorni.
L'ITER BUROCRATICO
La legge permette l'interruzione volontaria di gravidanza entro e non oltre le 12 settimane di gestazione.
In casi particolari, comprovati da certificati medici che attestino che l'eventuale prosecuzione della gravidanza porterebbe pericolo per la vita della donna o per il suo equilibrio psichico, il termine delle 12 settimane può essere oltrepassato.
Il certificato valido per l'interruzione volontaria di gravidanza viene rilasciato da un ginecologo consultoriale, che sottopone la donna ad una visita ostetrica per valutare che l'epoca gestazionale sia corrispondente e che non superi le 12 settimane.
Il certificato ha valenza a partire da una settimana dopo la sua compilazione. Questo per permettere alla donna di pensare ulteriormente, fermo restando che essa può decidere di non interrompere la gravidanza in qualsiasi momento, anche sul lettino dell'intervento.
Ogni ospedale ha un suo protocollo. Alcuni eseguono l'intervento in epidurale, ciò è vantaggioso per quello che riguarda gli esami preoperatori (che sono pochi), ma la maggior parte delle donne che vi si sono sottoposte ha lamentato il fatto di “assistere” all'intervento. Altri ospedali lo eseguono in anestesia totale.
Una volta scelto l'ospedale di riferimento, la donna viene prenotata per gli esami preoperatori e le viene fissato il giorno dell'intervento.
Presso il mio ambulatorio diciamo alla donna di telefonarci per prendere un appuntamento dopo l'intervento per un controllo e per impostare un' eventuale terapia anticoncezionale.
Spesso l'ospedale stesso prescrive alla donna la pillola anticoncezionale, da assumere la sera stessa dell'intervento (che viene considerato come 1° giorno mestruale).
In caso che la donna sia minore, interviene l'assistente sociale che, dopo avere accertato l'impossibilità di coinvolgere i genitori, si mette in contatto con il tribunale dei minori che nomina un giudice tutelare che firma, in vece dei genitori, il consenso all'intervento. La minore viene comunque accompagnata in tutte le fasi dell'iter procedurale.
Oggetto : modalità di rilascio della certificazione per interruzione volontaria di gravidanza (IVG) 
scopo: dare piena applicazione alla L.194/78, relativa alla procedura per IVG
campo di applicabilità: ambulatori ginecologici consultoriali per donne, anche minori, residenti, non residenti ed extracomunitarie
riferimenti: L.194/78
Responsabilità: medico ostetrico-ginecologo, ostetrica, ass. sanitaria, ass. sociale
Matrice di responsabilità:
Prenotazione
Vs. ginecologica di valutazione
Compilazione certificazione
informazioni
Modalità operativa:
Accoglienza della donna
Il momento è molto delicato; per tutte le donne è una decisione difficile e, spesso l'ottenere il certificato è un “esorcismo2 alla confusione che provano. L'operatore deve essere assolutamente a-giudicante, deve “accompagnare” la donna nella scelta, quale essa sia. Per questo motivo è necessario spiegare le fasi dell'intervento, tranquillizzare e dare indicazioni precise sulle strutture e sugli iter procedurali.
Dal punto di vista esecutivo, visto che esistono dei termini temporali, la prenotazione salta la normale lista d'attesa.
Se la donna è minore
Particolarmente importante, nel caso di minorenni, è la conduzione del colloquio, teso a valutare la maturità psicologica della ragazza e la situazione familiare e sociale. E' prevista la presenza di un operatore psicologo.
In caso la minore non voglia coinvolgere i genitori o chi esercità la patria potestà, l'art. 12 della Legge 194/78 permette la nomina di un giudice tutelare che, previa relazione degli operatori che hanno in carico la minore, deve esprimere il suo parere entro 5 giorni dall'avvenuta richiesta.
Visita ginecologica
Eseguita per valutare l'età gestazionale.
Se la valutazione è dubbia, il medico può richiedere un ulteriore controllo ecografico in regime d'urgenza.
Compilazione della modulistica per l'intervento
Il modulo viene compilato dal medico; vi vengono annotati il nome ed il cognome, e la data dell'ultima mestruazione.
La certifcazione deve contenere la firma autografa della donna, quella del medico compilatore ed, eventualmente, quella di altro operatore presente al colloquio.
Per le minori è necessaria la firma dei genitori o del tutore.
Consegna alla donna
Oltre che il certificato per l'IVG e le informazioni di carattere pratico, si consegna alla donna il recapito del polo consultoriale in cui si è recata, per coinvolgerla in un futuro appuntamento per il controllo post-intervento ed un colloquio sanitari mirato all'educazione alla contraccezione.
Oggetto: liberadonna

      A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne -- spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere "cose", terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne -- completamente autorganizzate -- hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l'arroganza ipocrita di "difendere la vita". Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione.
Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi -- da qualunque pulpito provengano -- di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l'ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati
programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

PRIME FIRMATARIE:
Simona Argentieri
Natalia Aspesi
Adriana Cavarero
Cristina Comencini
Isabella Ferrari
Sabina Guzzanti
Margherita Hack
Fiorella Mannoia
Dacia Maraini
Alda Merini
Valeria Parrella
Lidia Ravera
Rossana Rossanda
Elisabetta Visalberghi

Per aderire all'iniziativa firma nel sito:
http://www.firmiamo.it/liberadonna
presso MicroMega: http://micromega.repubblica.it/

 

 

 

 
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