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Sanità. In corsia 350 mila errori l'anno

ROMA - "Dati certi sugli errori medici ancora non ne esistono: secondo alcuni studi l'incidenza dovrebbe essere intorno al 4% del totale delle prestazioni fornite, vale a dire circa 300-350 mila errori l'anno". Parole del sottosegretario alla Salute, Serafino Zucchelli, intervenuto al forum sugli errori medici organizzato dall'agenzia Dire a Roma ("In punta di bisturi. Forniture di strumenti medicali ed errori in corsia: colpa di regole e leggi da cambiare?", il titolo). Oltre a Zucchelli, hanno partecipato il professor Roberto Tersigni, presidente del Collegio italiano di chirurgia, che raggruppa 56 società e associazioni scientifiche di chirurgia, il 98% della chirurgia italiana, e il senatore Paolo Bodini, membro della commissione Sanità di Palazzo Madama.
"Si tratta di dati deduttivi - ha aggiunto Tersigni -. Non esiste infatti un Osservatorio nazionale sugli errori medici: facciamo riferimento ai dati delle compagnie assicurative, sappiamo quante sono le denunce, quanti i processi. E sappiamo anche che in 2 casi su 3 il medico alla fine viene assolto, ma dopo un autentico calvario fatto di avvocati e tribunali". "Al medico può essere attribuito in media l'1% degli errori - ha specificato Zucchelli -. La maggior parte degli errori è frutto di eventi concatenati. Per questo è necessario un sistema organizzativo di controlli che manca nella maggior parte degli ospedali italiani". "Negli ospedali in cui già esistono strutture di gestione del rischio clinico il contenzioso tra medico e paziente è diminuito di oltre il 50%, secondo i primi dati confluiti nella banca dati istituita presso il ministero della Salute", ha detto ancora Zucchelli nel corso del forum. “Al momento, sono ancora poche le strutture sanitarie che hanno istituito questo sistema di controllo - ha proseguito il sottosegretario -, ma diventerà obbligatorio in tutti gli ospedali non appena sarà approvato il disegno di legge sul rischio clinico in discussione in Parlamento". "La gestione del rischio in ospedale è fondamentale per garantire maggiore sicurezza ai pazienti - ha ribadito il presidente del Collegio Italiano di Chirurgia, Roberto Tersigni -. Occorre prendere atto degli errori per poterli eliminare o ridurre. Ma è necessario anche riformare le norme in vigore: passano i governi, le commissioni ma il problema non viene affrontato. Oggi in Italia, a differenza di altri Paesi europei, un medico che ha fatto un errore può andare in galera - ha ricordato Tersigni -. In 9 casi su 10, il medico che ha ricevuto un avviso di garanzia viene assolto, ma i processi durano almeno 5- 6 anni. Nel frattempo, il medico messo sotto accusa ha subito danni non solo economici, ma anche morali, incalcolabili".

 
 

 

 

 

 

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