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A più di 100 giorni dalle elezioni...

A cura di Ivana Bettini

Sono trascorsi più di 100 giorni da quel 9 Aprile 2006 che ha visto la vittoria della sinistra su una destra che in cinque anni è riuscita ad inimicarsi tutti: la Confindustria, delusa dal disinteresse per tutta l'industria, salvo il settore televisivo; il ceto medio, impoverito come non mai dal dopoguerra; gli intellettuali, inorriditi dalle leggi ad personam e dallo strame che si è fatto della Costituzione e di ogni legge civile e democratica. Nonostante tutto, la vittoria è stata sul filo di lana.

Il nostro Paese, ad un passo dalla "dittatura mediatica" ce l'ha fatta: è riuscito a ragionare con la propria testa.

Sono passati più di 100 giorni, dicevo, ed in questo periodo avrei voluto vedere modificata per prima questa pessima legge elettorale. E' una legge che non prevede preferenze e quindi le liste dei partiti sono blindate.

La legge elettorale attualmente in vigore, non prevedendo preferenze, dà ai partiti carta bianca per decidere chi verrà eletto e chi no.

Infatti se "Io Partito" metto nei primi 10 posti di lista nominativi a me graditi, ma non graditi agli elettori, prevedendo 10 eletti in quel collegio, sono sicuro che verranno elette le persone che "Io Partito" ho scelto, perciò, per discriminare i meno graditi, basterà metterli in fondo alla lista...

Va da sé che una legge così fatta è comoda per tutti i Partiti che non corrono il rischio di vedere elette persone "scomode", o semplicemente persone con una propria opinione e non disposti a dire sempre "Signor sì", oppure donne che, si sa, ogni partito dice di volere in gran numero nelle proprie liste, ma nella realtà poi nessuno candida; è capitato anche di donne elette, a cui poi è stato chiesto di firmare le dimissioni per lasciare posto a uomini...

Avrei voluto vedere cancellata in fretta questa legge perché non prevede esborsi, e ripristinare le preferenze è indice di democrazia.

Purtroppo, questo Paese sta subendo un imbarbarimento in tutti gli aspetti della Società.

Quasi giornalmente ci sono notizie di stupri o tentativi di violenza. Facendo il confronto con ciò che accade oggi e ciò che accadeva ormai 30-40 anni fa, mi pare che siamo regrediti anche in questo. Nel periodo dal 1968 al 1977, secondo me il periodo di maggiore anelito dei giovani verso una democrazia compiuta, i casi di violenza alle donne venivano vissuti come casi ormai retaggio di una mentalità maschilista "in via d'estinzione". Anche le "Associazioni femministe" si costituivano parte civile nei processi, facendo così sentire meno sole (forse) le donne che avevano subito violenza e, come dicevo, c'era la convinzione che questi casi fossero "il colpo di coda" di una mentalità obsoleta destinata a dissolversi.

Purtroppo c'è sempre chi si prende la briga di riportarci indietro!

L'importante è essere consapevoli che questo tipo di comportamento non è solo "un delitto contro la morale", come si diceva nel periodo fascista, né solo "un delitto contro la persona", come si dice ora, ma è anche un mezzo per incutere paura e quindi limitare la

libertà. (Tu non puoi andare dove vuoi, vestita come vuoi, da sola o in compagnia, perché ti può capitare "qualcosa"). E' anche un mezzo, quindi, per privare la persona della propria volontà.

Vorrei quindi fare un appello al legislatore affinché inasprisca le pene per questo crimine odioso

e non conceda benefici a chi si macchia di questo reato.

Vorrei anche chiedere al legislatore perché non c'è un "tavolo" che si occupa delle vittime di ogni tipo di crimine. Sappiamo quanto può essere penoso, soprattutto psicologicamente, per un anziano, l'aver subito una truffa, ad esempio. Come c'è chi si occupa della rieducazione di chi ha compiuto crimini, non è giusto prevedere, in una Società Civile, un centro che aiuti chi li ha subiti?

Conosco persone che hanno subito lesioni nell'efferata strage del 2 agosto 1980, e che all'epoca avevano 12 anni. Sono riuscite a parlare di quanto era loro successo solo dopo 25 anni e tra le cose che hanno perso, con questo trauma, c'è stata anche la loro adolescenza, la fiducia ne-

gli altri, la spensieratezza e l'innocenza.

Viviamo in una Società che si preoccupa, giustamente, di tutelare anche chi delinque, ma chi è vittima molto spesso viene lasciata sola a cercare di uscire dal trauma subito, con le proprie

forze, oppure pagando: se si hanno i soldi ci si può permettere lo psicologo.

Questa Società, con un falso buonismo, ha promosso leggi che, anziché favorire la certezza della pena, hanno permesso che stupratori già condannati continuassero a perseguitare la propria vittima, lasciata sola dalle Istituzioni; che assassini, scontando per i propri crimini pene ridicole, continuassero ad uccidere; che personaggi come Vallanzasca si chiedessero perché a loro non era concesso di uscire dal carcere dal momento che altri che avevano ucciso figli (Franzoni), o madri e fratelli (Erika De Nardo) avevano scontato pene molto minori di quelle da lui scontate. Del resto, come dargli torto? Gli autori della strage del 2 agosto 1980, Mambro e Fioravanti, 85 morti e 200 feriti, più una dozzina di omicidi confessati, hanno scontato solo

16 anni (due mesi per ogni morto) e ora sono liberi a tutti gli effetti, senza aver collaborato

con la Giustizia, né aver risarcito i danni alle vittime.

In compenso, però, la TV ha dato loro visibilità e li ha fatti diventare opinionisti o esperti di un certo "pentitismo" degli "anni di piombo" fatto solo di parole e mai di azioni in aiuto alle vittime dei propri orrendi omicidi.

Mi auguro che la Società e la Legge tornino a mettere al centro del proprio interesse "la vittima" perché la vittima, generalmente, è la parte più fragile della Società: anziani, donne e, soprattutto, bambini; e perché, se è pur vero che ognuno di noi potrebbe compiere un reato, è altrettanto vero, e nel calcolo delle probabilità è più probabile, che ognuno di noi sia "vittima di un reato".

 

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