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Ormai anche a Bologna rischi di essere pestato

Il manifesto del 16 Novembre 2008: VIOLENZE Aggressione fascista a Bologna. Arrestati quattro militanti di Forza nuova «Comunista di merda», picchiato a sangue uno studente. In manette il cantante dei Legittima offesa, tra i protagonisti di Nazirock Stefano Rovera BOLOGNA
Una bottigliata. Poi un colpo con lo sgabello dell'ultimo locale ancora aperto del centro storico di Bologna. A quel punto il 34enne F. M. è rovinato a terra e i fascisti, «una decina» secondo i testimoni, l'hanno massacrato di calci. E' finito all'ospedale Maggiore con la mascella e il setto nasale fratturati, un dente rotto, un brutto ematoma al capo e un edema palpebrale all'occhio sinistro: la prognosi, per ora, è di 25 giorni. Mentre era a terra gli amici che erano con lui hanno fermato una volante e gli agenti hanno bloccato uno degli aggressori, quindi è arrivata la Digos che ne ha presi altri tre nelle vicinanze. I quattro, tutti noti come estremisti di destra, sono stati arrestati per lesioni gravi, minacce aggravate e porto d'armi improprie: uno di loro è Luigi Guerzoni, 33enne, leader e cantante dei Legittima offesa, la band che inneggia alla «razza bianca». Secondo la polizia, è il responsabile bolognese del movimento giovanile di Forza nuova e insieme al leader del partito, Roberto Fiore, nei mesi scorsi è riuscito a limitare, con una diffida, la diffusione del documentario Nazirock di Claudio Lazzaro.
E' successo alle 3.15 della notte tra venerdì e sabato in piazza della Mercanzia, proprio a due passi dalle Due Torri. «Ci hanno presi di mira perché avevamo un bongo, erano una decina», raccontano i ragazzi che stavano con F. M., di ritorno da una festa di laurea. Sono bastati il bongo, una chitarra e i capelli lunghi per etichettare quei ragazzi come «nemici», gente «di sinistra». Così sono partiti gli insulti e le provocazioni: «Comunisti di merda, partigiani di merda». E per far scattare la violenza è stata sufficiente la risposta di F. M., qualcosa come «siamo fieri di essere comunisti, i partigiani hanno liberato l'Italia». L'hanno pestato a sangue, picchiando anche il 21enne M. C. che era con lui e ha cercato di difenderlo: se l'è cavata con poco, solo qualche livido. Sono entrambi calabresi, nessuno di loro fa politica. F. M. si sta laureando in ingegneria a Bologna e lavora in un bar, il più giovane era di passaggio per la festa di laurea. Anche i fascisti venivano da una festa. Teste rasate, jeans attillati e giubbotti scuri, qualcuno con le toppe con la croce celtica, avevano appena festeggiato il 33° compleanno di Guerzoni con un bel concertino dei «Legittima offesa» in un locale dalle parti di piazza della Mercanzia.
Senz'altro l'aggressione non è stata premeditata, come quella dello scorso 30 aprile a Verona costata la vita a un 29enne che aveva rifiutato una sigaretta a cinque neofascisti. Gli altri arrestati sono Alessandro Malaguti, batterista 20enne dei «Legittima offesa»; Vincenzo Gerardi, 26 anni, imputato nel processo in corso a Bologna contro 18 presunti appartenenti a un'associazione a delinquere con finalità di incitamento all'odio razziale accusati di aggressioni a stranieri e giovani di sinistra, nel quale Guerzoni è già stato prosciolto; Xaver Gunther Latiano, 25enne, sempre di Forza Nuova. Guerzoni e Gerardi hanno alle spalle un discreto numero di denunce per aggressioni, armi improprie, danneggiamento.
Gianni Correggiari, avvocato bolognese che assiste tre degli arrestati e dirigente nazionale di Forza Nuova, derubrica l'aggressione in «una banale rissa in strada scoppiata casualmente tra persone alticce». E le parole che sono volate prima delle botte, tipo comunisti di m....? «Frasi come altre. A quell'ora della notte e dopo aver bevuto, non hanno alcun senso». La sinistra bolognese attacca: «Aggressione grave» protesta il segretario cittadino del Pd Andrea De Maria . A Bologna è appena nata Casapound, legata ai centri sociali di destri romani, ma quei camerati a quanto pare non c'entrano.
http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_e0182ec7ed0f72ddefd2a58fa511d031.html

 

Guarda il filmatoCommemorazione delle vittime del 21 novembre 1920
 
NADiRinforma a seguito dei fatti accaduti nella tra il 14 e il 15 novembre a Bologna in Piazza Santo Stefano in riferimento all'aggressione subita un gruppo di ragazzi che proveniva da una festa di laurea. I ragazzi hanno casualmente incrociato, dalle parti di Piazza della Mercanzia, un gruppo di nazisti che li ha aggrediti e picchiati. Le motivazioni dell'aggressione ? Inesistenti, o ancora peggio, se fosse possibile: il look da alternativi, da “compagni”, il fatto stesso di avere dei bonghi tra le mani! Tra gli aggrediti due ragazzi sono rimasti feriti, per uno dei due, colpito più volte al volto, la prognosi è di 25 giorni. L'ANPI e dall'ANPPIA, a ricordo dell'assalto fascista a Palazzo d'Accursio il 21 novembre 1920, assalto che provoco' la morte di 10 persone ed il ferimento di 50, hanno fermamente ribadito un no alla violenza fascista contro inermi cittadini, hanno richiesta la massima vigilanza di Autorità, Istituzioni e Cittadini in difesa della Democrazia, della Legalità e della Costituzione repubblicana. Nel corso della commemorazione Armando Sarti dell'ANPI Bologna ha letto un messaggio inviato dallo studente aggredito in Piazza della Mercanzia da un gruppo di neofascisti. Alla lettura seguono un commento del regista Claudio Lazzaro, autore del documentario Nazirock e di uno studente antifascista dell'Università di Bologna

 
 
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