associazione medica a carattere socio-sanitario destinata alla cura e alla prevenzione
dei DISTURBI di RELAZIONE,
attraverso un programma clinico di reintegrazione
del soggetto portatore di disagio
oc. Medica N.A.Di.R.
Assoc. Medica Disturbi di Relazione
Tel. 347 0617840
 
skype: pmnadir
 
segreterianadir@medicanadir.it
REDAZIONE di BOLOGNA
di ARCOIRIS TV
La televisione indipendente
della gente, per la gente
N.A.Di.R. informa

 

gruppo multiculturale_ presentazione
31 >>> 32 <<< 33
NOI DICIAMO NO AL RAZZISMO



Dopo cinque anni assolti Elias Bierdel e Stefan Schmidt, della Cap Anamur, la nave che il 5 luglio 2004 salvò la vita a 37 naufraghi nel canale di Sicilia
di Gabriele del Grande 08/10/200

 

AGRIGENTO – Salvare vite umane non costituisce reato. Molti lo riterranno scontato, eppure è la notizia dell'anno. Anzi degli ultimi cinque anni. Tanto infatti è passato dal 12 luglio 2004, quando l'equipaggio della nave Cap Anamur della omonima ong tedesca, venne arrestato con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dopo aver salvato la vita a 37 naufraghi soccorsi nel Canale di Sicilia. Dopo un estenuante processo durato 5 anni e oltre 30 udienze in cui sono stati sentiti più di 40 testimoni, il Tribunale di Agrigento oggi ha assolto con formula piena gli imputati: Elias Bierdel e Stefan Schmidt, rispettivamente presidente dell'associazione Cap Anamur e comandante dell'omonima nave, perché "il fatto non costituisce reato". Il primo ufficiale Vlasimir Dachkevitce, è stato invece assolto per non avere commesso il fatto. Una sentenza per niente scontata, che smonta l'impianto accusatorio dei pubblici ministeri Santo Fornasier e Gemma Milani, che avevano sostenuto che non si fosse trattato di un salvataggio, quanto piuttosto di “una grande speculazione mediatica per pubblicizzare un film documentario e trarne vantaggi di notorietà”. Per questo l'accusa aveva chiesto la condanna degli imputati a 4 anni di carcere e 400.000 euro di multa.

Finisce così il calvario degli imputati, finiti sotto giudizio per aver rispettato il diritto marittimo, che obbliga al salvataggio e all'accompagnamento dei naufraghi nel porto sicuro più vicino. Una norma che però stride con il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di cui si rende autore chiunque accompagni sul territorio italiano cittadini stranieri privi di un regolare visto d'ingresso. E infatti il caso Cap Anamur non è l'unico. In molti ricorderanno le vicende del cargo Pinar, che ad aprile rimase bloccato per giorni in mare con dei naufraghi a bordo, in attesa che l'Italia ne autorizzasse lo sbarco. Quanti invece ricordano il caso dei sette pescatori tunisini di Teboulbah? L'8 agosto 2007 salvarono 44 naufraghi e li sbarcarono a Lampedusa, dove vennero arrestati in flagranza di reato, con l'accusa – di nuovo – di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per loro la sentenza è fissata al 17 novembre 2009.

Gli avvocati di Bierdel e Schmidt si sono detti soddisfatti. “Oggi viene ristabilito un principio di diritto internazionale tra i più antichi al mondo: quello del salvataggio in mare, già codificato ai tempi dei Fenici”. Così l'avvocato Liana Nesta commenta l'assoluzione dell'equipaggio della Cap Anamur dopo un processo durato 5 anni, e che ha visto l'audizione di oltre 40 testimoni in 30 udienze. “Salvare vite umane – continua l'avvocato – è sempre un dovere e mai un reato”. E l'avvocato Vittorio Porzio aggiunge: “Con questa sentenza viene ristabilito anche un altro principio di diritto internazionale: e cioè che il salvataggio non si esaurisce prendendo a bordo i naufraghi ma portandoli in un porto sicuro, e a decidere quale sia questo porto spetta unicamente al comandante della nave, come previsto dalle convenzioni internazionali”. Gli avvocati della difesa attendono adeso la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per valutare eventuali azioni di richiesta di risarcimento danni per l'ingiusta detenzione di 4 giorni dei loro assistiti successivamente allo sbarco nel 2004 e per il danno di immagine subito.

Ma dove sono finiti oggi i 37 naufraghi soccorsi? 35 di loro furono rimpatriati nei mesi successivi al salvataggio: 17 in Ghana e 18 in Nigeria. E soltanto 2 di loro rimasero in Italia . Tra i 35 rimpatriati ben 24 avevano ottenuto il riconoscimento dello status umanitario dalla commissione di Caltanissetta. Non solo. Come ha ricordato Elias Bierdel in conferenza stampa, subito dopo il salvataggio oltre 37 città italiane si offrirono per accogliere i naufraghi, ma la loro disponibilità non venne raccolta dal governo italiano. “Attenzione però a non censurare soltanto il comportamento del governo italiano – aggiunge l'avvocato Porzio –. Lo stesso deprecabile comportamento fu tenuto allora dal governo tedesco, il quale rifiutò di concordare il diritto di transito dei naufraghi verso la Germania per poter esaminare là le loro richieste di asilo”.

 

 

Cap Anamur

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Cap Anamur è il nome di una associazione umanitaria tedesca, impegnata dal 1979 nell'assistenza sanitaria in zone di guerra. Cap Anamur si chiamava la vecchia nave da carico, che prendeva il suo nome da un promontorio sulla costa turca, acquistata nel 1979 da Christel e Rupert Neudeck e impegnata in una missione di salvataggio di profughi vietnamiti in mare. I Neudeck, nel 1979, avevano fondato insieme ad alcuni amici il comitato "Una nave per il Vietnam", in Germania . L'emergenza dei profughi vietnamiti ("boat people"), in fuga verso la libertà nei mari del Sud della Cina , spesso si traduceva in naufragi delle vecchie e sovraccariche imbarcazioni utilizzate. I viaggi della "Cap Anamur" (e delle altre navi che seguirono) permisero di trarre in salvo dal mare 10.375 profughi, mentre altri 35.000 ricevettero assistenza sanitaria a bordo. La missione fu resa possibile grazie alle offerte dei cittadini tedeschi. Sull'onda del successo della prima missione Cap Anamur divenne una associazione umanitaria impegnando medici e infermieri in zone di guerra. In trent'anni di attività ha lavorato in Somalia , Uganda , Etiopia , Sudan , Eritrea , e poi in Afghanistan , Vietnam e Corea del Nord , ma anche in Bosnia , nel Kosovo e in Macedonia .

Nella notte di domenica 20 giugno 2004, una nave della Cap Anamur, navigando in acque internazionali, avvistò 37 migranti - tutti uomini e originari dell'Africa sub Sahariana - a bordo di un gommone alla deriva in acque internazionali, tra la Libia e l'isola di Lampedusa . La Cap Anamur stava facendo un giro di prova dopo aver riparato il motore a Malta . La nave ottenne il permesso di attraccare nel porto di Porto Empedocle , ad Agrigento , soltanto 21 giorni dopo, il 12 luglio 2004. Il governo italiano contestava alla Cap Anamur di essere entrata in acque maltesi e pretendeva che i profughi fossero portati a Malta. Inoltre essendo la nave di proprietà tedesca l'Italia delegava alla Germania la responsabilità dei profughi. Dopo 20 giorni di negoziazione, in cui la nave ferma in alto mare fu raggiunta da giornalisti, politici, missionari e membri del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), finalmente venne concesso di attraccare a Porto Empedocle. Ma al momento dell'arrivo Elias Bierdel , Vladimir Dachkevitce e Stefan Schmdt , rispettivamente presidente dell'associazione umanitaria Cap Anamur, comandante e primo ufficiale della nave omonima, vennero arrestati in flagranza di reato con l'accusa di "favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina". La nave fu posta immediatamente sotto sequestro e venne restituita all'associazione, sotto pagamento di una cauzione, solo il 28 febbraio del 2005. In seguito è stata venduta. I 37 migranti vennero portati, subito dopo lo sbarco, nel Cpt di San Benedetto ad Agrigento, chiuso pochi mesi dopo la visita del Comitato europeo di Prevenzione della Tortura . Da lì vennero trasferiti dopo 48 ore al Cpt di Pian del Lago a Caltanissetta . 30 di loro furono rimpatriati in Ghana e 5 in Nigeria . In Ghana vennero quindi arrestati per lesa immagine del paese e alto tradimento della patria. Il processo a Bierdel, Schmidt e Dachewitsch è ancora in corso.
Collegamenti esterni

Chi siamo

Tutto cominciò con l'emergenza dei profughi vietnamiti ("boat people"), in fuga verso la libertà nei mari del Sud della Cina. Questi viaggi su imbarcazioni decrepite e sovraccariche si risolsero in tragedia per migliaia di persone, che rimasero vittime di tempeste o di assalti dei pirati.
Nel 1979 Christel e Rupert Neudeck fondarono insieme ad alcuni amici il comitato "Una nave per il Vietnam" e noleggiarono, per la missione di salvataggio, la nave da carico "Cap Anamur", così chiamata dal nome di un promontorio sulla costa turca.
I viaggi della "Cap Anamur" (e delle altre navi che seguirono) si sono tradotti - in barba alle previsioni contrarie di tanti "esperti" - in un enorme successo: 10.375 boat people sono stati salvati dal mare, altri 35.000 hanno ricevuto assistenza sanitaria a bordo.
Lo straordinario sostegno espressoci dai cittadini tedeschi con le loro offerte ha rappresentato una vittoria dello spirito umanitario e ci ha spinto a continuare il lavoro - anche in altre parti del mondo. Così è nato il comitato dei "medici di emergenza tedeschi" - e non è stato difficile trovare il nome: Cap Anamur. Sono seguite missioni in tutto il modo: Somalia, Uganda, Etiopia, Sudan, Eritrea, e poi Afghanistan, Vietnam e Corea del Nord… i paesi africani e asiatici sono stati al centro dei nostri progetti. Finché la guerra - e con essa la miseria e il bisogno - non è tornata a fare la sua comparsa anche in Europa: in Bosnia, nel Kosovo e in Macedonia i nostri medici e infermieri hanno assistito profughi e persone sofferenti, i nostri tecnici hanno costruito ambulatori e scuole, abbiamo distribuito aiuti umanitari e materiale edilizio… aiutando a darsi aiuto, ove possibile.
Nei nostri progetti lavorano medici e infermieri, esperti di edilizia e logistica, per uno stipendio unitario di 1.100 Euro lordi. Tutti lavorano per un minimo di sei mesi - molti di loro continuano più a lungo.
Dopo 23 anni c'è stato un cambio al vertice in Cap Anamur: una nuova squadra continuerà il lavoro secondo i principi e lo spirito dei fondatori. Perché la sofferenza nel mondo non è diminuita - e la follia della guerra continua. Per questo continuiamo ad essere dalla parte dei più deboli e degli oppressi e ci opponiamo a quanto viene presentato come ineluttabile. Perché la nostra esperienza lo dimostra: è possibile fare qualcosa…. >>> segue

 

 
Cap Anamur ( ARTICOLI PIÙ RECENTI )

Caso Cap Anamur - Assolto l'intervento umanitario
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Il Tribunale di Agrigento nell'udienza del 7 ottobre ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena “perché il fatto non costituisce reato” nei confronti di Elias Bierdel , del comandante Schmidt e del suo secondo, imputati di agevolazione dell'ingresso di clandestini dopo avere soccorso, nel giugno 2004, 37 naufraghi alla deriva cento miglia a sud di Lampedusa. E' stato anche disposto il dissequestro del deposito cauzionale che era stato versato dopo il sequestro della nave, (...)    [ 8 ottobre 2009 ]
Processo Cap Anamur - Verso una sentenza annunciata?
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Si avvia a conclusione dopo tre anni di dibattimento il processo nei confronti di Elias Bierdel, responsabile del Comitato umanitario Cap Anamur, del Comandante della nave Schmidt, e del suo secondo. La posizione di quest'ultimo, chiamato in causa per contestare una circostanza aggravante (il concorso di tre persone) – è statastralciata e la Procura di Agrigento ha chiesto l'assoluzione per non aver commesso i fatti contestati. Il processo ha messo in evidenza gravi contraddizioni nelle (...)    [ 5 ottobre 2009 ]
Caso Cap Anamur - Verso il verdetto di primo grado
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Il ministro del'interno attacca i “professionisti dell'antirazzismo”. Mercoledì 3 giugno potrebbe arrivare la sentenza di primo grado sul caso della nave tedesca Cap Anamur, che nell'estate del 2004 fu oggetto di un torbido gioco diplomatico dopo avere salvato 37 naufraghi nelle acque del Canale di Sicilia. Dopo tre settimane di blocco navale, la Cap Anamur venne fatta attraccare a Porto Empedocle e tre componenti dell'equipaggio, il comandante Schmidt, il suo secondo ed Elias Bierdel, (...)    [ 3 giugno 2009 ]
Lampedusa - Ancora un caso Cap Anamur?
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Si apprende che un mercantile ha effettuato una azione di salvataggio di migranti a sud di Lampedusa ma non viene fatto attraccare in porto . Secondo La Sicilia "un elicottero della Guardia Costiera con a bordo un medico è stato inviato sul mercantile Pinar, attualmente fermo a circa 25 miglia a Sud di Lampedusa dopo avere soccorso ieri pomeriggio 154 migranti che erano su due barconi alla deriva nel Canale di Sicilia recuperando anche un cadavere. Il medico dovrà accertare le (...)    [ 17 aprile 2009 ]
Palermo: «Guerra nel Mediterraneo»
Dalla Cap Anamur a Frontex e ai nuovi campi europei
Mercoledì 25 Giugno 2008 ore 15,30 Università degli Studi di Palermo - Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, 172 - Palermo    [ 25 giugno 2008 ]
 
Cap Anamur ( TUTTI GLI ARTICOLI )
Sezioni del sito o categorie di documenti che contengono gli articoli richiesti:
  1. CITTADINANZA > APPROFONDIMENTI, RESOCONTI, REPORT
  2. CITTADINANZA > COMUNICATI STAMPA E APPELLI
  3. CITTADINANZA > EDITORIALI
  4. CITTADINANZA > INTERVISTE
  5. CITTADINANZA > NEWS REDAZIONALI
  6. SANS-PAPIERS > CONTRIBUTI E SEGNALAZIONI
  7. ATTUALITà > AGENDA
  8. ATTUALITà > NEWS D'AGENZIA
  9. ATTUALITà > RASSEGNA STAMPA
rassegna stampa
Cap Anamur - Il gip decide per il rinvio a giudizio
Tratto dal Il Manifesto del 5 luglio 2006
Sono stati tutti rinviati a giudizio i tre imputati nella vicenda della nave tedesca Cap Anamur, che nel 2004 recuperò in mare 37 immigrati africani e li scortò fino al confine italiano, ingaggiando una lunga diatriba con l'allora governo di centrodestra. Quando la nave ebbe l'ok per entrare nel porto di Agrigento, Elias Bierdel - il presidente della ong Cap Anamur - il capitano della nave e un membro dell'equipaggio furono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ieri il (...)    [ 6 luglio 2006 ]
«L'Europa? Un paravento, le colpe sono dell'Italia» di Cinzia Gubbini
da Il Manifesto del 10 agosto 2004
Parla Tana de Zulueta La senatrice ex Ds: invocano l'Ue per eludere le responsabilità. Ma non hanno ascoltato la corte di Strasburgo sulla Cap Anamur L'Europa che non c'è «Non esiste una politica comune dell'Unione, ma tutto si risolve attraverso accordi bilaterali tra i singoli stati» «Troppo facile invocare l'Unione europea quando avvengono queste tragedie, e poi fare orecchie da mercante quando la Corte di Strasburgo intima all'Italia di non espellere i profughi raccolti dalla nave (...)    [ 10 agosto 2004 ]
«Adesso è vietato salvare naufraghi in mare aperto»
da Il Manifesto del 10 agosto 2004
Parla Elias Bierdel, responsabile del salvataggio compiuto dalla Cap Anamur Arrestato e cacciato via dall'Italia, mentre i 35 africani salvati venivano espulsi, Bierdel pone il problema di quanto siano davvero legittime le «nuove regole di sicurezza» europee di Angela Huemer COLONIA - Elias Bierdel, il presidente dell'organizzazione umanitaria tedesca Cap Anamur, è tornato a Colonia. Lo abbiamo incontrato qui dopo l'incredibile storia dei 37 naufraghi recuperati nel Mediterraneo, la (...)    [ 10 agosto 2004 ]
Cap Anamur - Parte processo per diritto di asilo
da Il Manifesto del 6 agosto 2004
Si è aperto ieri a Caltanissetta il processo per chiedere che a 22 profughi della nave tedesca Cap Anamur sia riconosciuto il diritto d'asilo in Italia in base all'articolo 10 della Costituzione italiana. Il giudice non si è espresso nel merito delle espulsioni, di cui i legali Carmen Cordaro e Giovanni Anneloro avevano chiesto la sospensione in via d'urgenza, poiché nel frattempo tutti i naufraghi sono stati espulsi dall'Italia. Ieri sono stati ascoltati tre testimoni che hanno parlato di (...)    [ 6 agosto 2004 ]
All'ombra della Cap Anamur di Federica Sossi
da Il Manifesto del 3 agosto 2004
Riprende oggi il processo a porte chiuse a 15 immigrati del Cpt di Agrigento. Sono accusati di resistenza e danneggiamento per la «sommossa» avvenuta nei giorni in cui l'attenzione era puntata sui 37 profughi Agrigento - «Era tutto nero. Un grande fumo nero e non potevo vedere nulla». Era il 14 luglio 2004. I riflettori sui 37 profughi della Cap Anamur non si erano ancora spenti: dal giorno prima erano stati fatti scendere dalla nave, il tempo di un rapido saluto ai manifestanti che li (...)    [ 3 agosto 2004 ]
Libero l'ultimo della Cap di Cinzia Gubbini
da Il Manifesto del 1 agosto 2004
«Cerco pace e lavoro». Fatwul Lasisi ha lasciato il cpt di Ponte Galeria. Per il tribunale può rimanere. Esce dal centro di permanenza di Ponte Galeria con un sacco nero trasportato sulla spalla. Dentro ci sono tutte le sue cose, guarda sempre in terra, sorride solo quando sente un «Welcome». Fatwul Lasisi, l'ultimo profugo della Cap Anamur rimasto in Italia (se si fa eccezione per Benjamin, il nigeriano ospitato in un centro di accoglienza in Sicilia) è finalmente libero. Ieri sono andati (...)    [ 3 agosto 2004 ]
«Dovevano restare in Italia» di Cinzia Gubbini
da Il Manifesto del 31 luglio 2004
Accolto il ricorso contro l'espulsione dei naufraghi della Cap Anamur. Ma è troppo tardi Lasisi oggi libero Il giudice chiede la concessione di un permesso di soggiorno. Lo avrà solo l'unico non ancora espulso e detenuto nel cpt di Ponte Galeria Dovevano restare in Italia, perché le loro richieste di asilo fossero sottoposte all'esame di un giudice. Invece ci si è messa di mezzo la politica di governo, e per gli africani salvati da un naufragio dalla nave tedesca Cap Anamur il viaggio (...)    [ 31 luglio 2004 ]
Cap Anamur: i 14 africani potevano restare
da Romaone - quotidiano di Roma
Roma, 30 luglio 2004 - I 14 extracomunitari della Cap Anamur potevano restare in Italia. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, accogliendo il ricorso che gli avvocati Simona Sinopoli e Fabio Baglioni avevano inoltrato per evitare l'espulsione degli africani. Essendo già stati allontanati in 13 dall'Italia, il tribunale autorizza l' unico rimasto, Fatawu Lasisi (ma non si sa se l' africano sia ancora in Italia oppure sia stato espulso anche lui) ''a permanere nel territorio dello Stato fino (...)    [ 30 luglio 2004 ]
Cap Anamur, sbugiardato il governo: per il Tribunale espulsioni illegali
da L'Unità on line del 30 luglio 2004
di red. Gli immigrati della Cap Anamur potevano restare. Questa la risposta del Tribunale di Roma che ha accolto, venerdì mattina, il ricorso degli avvocati Simona Sinopoli e Fabio Baglioni. I legali dei 14 profughi, avevano fatto ricorso contro il provvedimento di espulsione. Essendo già stati espulsi gli altri 13, il Tribunale autorizza l' unico rimasto, Fatawu Lasisi (ma non si sa se l' africano sia ancora in Italia oppure sia stato espulso anche lui) «a permanere nel territorio dello (...)    [ 30 luglio 2004 ]
"Cap Anamur", Fatawu resta a Milano e spera nel ricorso alla Corte di Strasburgo
Uno dei naufraghi non è ancora stato rimpatriato in Ghana, è al Cpt di via Gorelli
da L'Unità del 28 luglio 2004
Roma - I numeri continuano a non tornare nella vicenda "Cap Anamur". E non è un problema di aritmetica. Lunedì le agenzie battevano la notizia del rimpatrio forzato verso il Ghana degli ultimi sei giovani africani salvati a largo di Lampedusa dalla nave umanitaria tedesca "Cap Anamur" rimasti ancora in Italia (senza considerare Benjamin il giovane nigeriano rimasto in Sicilia con il permesso di soggiorno). Invece uno di loro è rimasto a terra e si trova al Cpt di via Gorelli a Milano. (...)    [ 28 luglio 2004 ]
"Cap", cala il sipario della vergogna di Maristella Iervasi
Espulsi in Ghana gli ultimi 6 della nave umanitaria. Fino all'ultimo hanno detto: siamo del Sudan
da L'Unità del 27 luglio 2004
Roma - "Deportati" ad Accra anche gli ultimi sei naufraghi salvati dalla nave tedesca "Cap Anamur". Dodici poliziotti ieri hanno legato i polsi dei migranti con delle fascette di plastica e li hanno scortati dal Cpt di ponte Galeria, alle porte di Roma, fin dentro il volo Alitalia per Milano-Malpensa da dove sono poi stati "spediti" alle 15.30 per la capitale del Ghana. Domenica l'avvocato Simona Sinopoli li era andati a trovare e tutte e sei le persone le hanno messo in mano dei foglietti (...)    [ 27 luglio 2004 ]
Profughi tutti espulsi, caso chiuso di Giorgio Salvetti
da Il Manifesto del 27 luglio 2004
Rispediti ieri in Ghana gli ultimi sei immigrati della Cap Anamur. Gli avvocati: «Fino all'ultimo hanno continuato a proclamarsi sudanesi». Una vicenda «vergognosa» per il leader della Cisl Savino Pezzotta, ma il ministro dell'Interno Pisanu rispolvera un vecchio progetto: prendere le impronte digitali a tutti gli stranieri Via tutti. L'odissea italiana dei naufraghi della Cap Anamur è finita. Ieri le autorità italiane hanno spedito in Ghana anche gli ultimi 6 profughi che erano detenuti (...)    [ 27 luglio 2004 ]
Cap Anamur - Espulsi questa mattina gli ultimi sei cittadini africani
FIUMICINO - Gli ultimi sei clandestini della nave tedesca Cap Anamur hanno lasciato questa mattina il Cpt di Ponte Galeria (alle porte di Roma) diretti in Ghana. Partiti poco dopo mezzogiorno dall'aeroporto di Fiumicino con un volo di linea dell'Alitalia (AZ 1038) diretto a Milano Malpensa, i profughi proseguiranno poi il viaggio verso Accra con un altro volo di linea (AZ846) che decollerà alle 15.10 dallo scalo lombardo. Scortati da agenti della Polizia in borghese, due per ciascuno, i (...)    [ 26 luglio 2004 ]
«Profughi, l'Italia è un pericolo»
da Il Manifesto del 26 luglio 2004
L'accusa di Amnesty «Con l'espulsione dei naufraghi della Cap Anamur si è messo seriamente in pericolo il sistema di protezione internazionale dell'asilo in Europa» Anche Amnesty alza la voce contro il governo. Dopo le forti critiche dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) che ha accusato l'Italia di aver gestito la vicenda dei profughi della Cap Anamur al di fuori delle regole internazionali, ieri anche Amnesty international ha preso una posizione altrettanto dura. «Le autorità (...)    [ 25 luglio 2004 ]
Noi, criminali del mare
di Elias Bierdel e Stefan Schmidt*
tratto da l'Unità del 23 luglio 2004
Quando guardiamo indietro a ciò che è successo la scorsa settimana, quel che sentiamo è tristezza e rabbia. Tristezza perché abbiamo capito che l'Europa non conosce altra risposta al problema dei naufraghi che la violenza contro chi cerca invece di aiutarli…e contro i naufraghi stessi, le vere vittime, naturalmente. Rabbia perché una semplice azione umanitaria – salvare vite dalla balia del mare – può condurre a un disastro politico e morale come quello a cui adesso siamo di fronte. Chi (...)    [ 23 luglio 2004 ]

 

[  pagina 1/10  ] >> successiva vai direttamente alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
 
 
gruppo multiculturale_ presentazione
31 >>> 32 <<< 33

 

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Assoc. Medica N.A.Di.R.
Tel. 347 0617840 -
Fax 051 3370212 - segreterianadir@medicanadir.it

 

About Us | Site Map | Privacy Policy | Contact Us | ©2003 Company Name