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Assoc. Medica Disturbi di Relazione

"associazione a carattere socio-sanitario  destinata  alla cura e alla prevenzione dei Disturbi del Comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità), inquadrabili nei Disturbi di Relazione, attraverso un'azione diretta sul territorio nazionale con allargamento nel Sud del Mondo attraverso missioni di interscambio "

 

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… è “solo” una lettera …

accompagnata dal volo di una farfalla

di Ida Graziano

Gentili Paolo e Luisa,

con la presente vorrei esporvi alcune mie riflessioni scaturite venerdì 15/04/05 all'incontro del Cineforum, dove il tema era il caso della giornalista Giuliana Sgrena, l'agente Nicola Calipari, e le guerre assurde.

Si è iniziato con la visione attenta e silenziosa delle immagini,costituite da una intervista alla giornalista e dalle vittime di questa guerra, mentre scorrevano, mi sono sentita sopraffare dal dolore percepito dai volti, dai corpi delle vittime, di questa guerra (come tutte le altre), che non ha nessuna giustificazione. Tengo a precisare che, al contrario di quanto pensano i guerrafondai, la non giustificazione, non origina da ragionamenti economici, cinici, tattici per la sopravvivenza della specie umana, ma da un concetto semplice quanto reale , che a mio parere è il seguente:

•  Nessun individuo può sopraffare il prossimo.

•  Nessun individuo può calpestare la dignità, l'anima, il valore della vita che ognuno di noi ha diritto di avere su questa terra.

•  Nessuno dovrebbe rendere orfano un bambino, vedova una donna, o solo con se stesso un individuo.

•  Nessuno dovrebbe strappare le radici di un uomo, la sua casa, la sua città.

Nessuno avrebbe dovuto togliere la vita a Nicola Calipari, e a tutti gli altri.

Ma tutti questi nessuno , non appartengono a coloro, che invece compiono per scelta, e non necessità, tali azioni vigliacche.

Per la verità anch'io, afflitta dal dolore, dal sentirmi disperatamente impotente, e con la consapevolezza che non potrò cambiare il destino di questi popoli, di tutti noi, ho colpevolmente e, per un breve lasso di tempo, perso fiducia e speranza in un futuro di pace universale, come una grande famiglia allargata e capace di amarsi incondizionatamente. Poi però, è sopraggiunta in me un'inquietudine, un sentirmi vigliacca nell'avere perso la speranza e, nello stesso momento, ho acquistato una nuova consapevolezza:

“Io, nel momento in cui mi sento sopraffatta dal dolore, tanto da scegliere di arrendermi, non sperando più, compio un gesto che si traduce in tradimento, verso Nicola Calipari e quei popoli massacrati dall'indifferenza che ogni guerra ha impietosamente dentro sé” . In questo momento decido di non tradire nessuno, di non tirarmi indietro finchè vivrò. Io, mi sono sentita e sento tuttora, di essere straniera in questa società cinica, perché arida di cuore, ma per fortuna , ho trovato un tesoro inestimabile che cercavo da una vita: voi due e l'associazione , come contenitore di valori, di ideali e di sensibile umanità. Ho trovato la capacità di uscire dall'egocentrismo, dall' ” io ” passando e vedendo il ” tu ”, non come rapporto simbiotico, come una sorta di salvagente, che non differenziandosi dal “tu”, non può evolvere, ma come un riconoscimento cosciente dal prossimo, vissuto come arricchimento reciproco . Sono consapevole, che questo testo non è corretto dal punto di vista grammaticale, ma credo che la sostanza sia sufficientemente chiara, per essere oggi parte di questa piccola, ma grande comunità di persone, che, come me, sono alla ricerca di sé stessi, in mezzo agli altri , come autentico obbiettivo dell'esistenza di ognuno di noi, volto a capire cosa noi possiamo dare agli altri come a noi stessi .

Nei miei pensieri il NADIR è come un bozzolo di farfalla, dove ogni individuo sperimenta la metamorfosi, grazie a stimoli e calore umano, comprensivo di una spinta propulsiva atta ad acquisire la piena consapevolezza del valore alto della propria e dell'altrui vita, nella condivisione di questo valore e di obbiettivi umanitari impellenti e non procrastinabili … questo è per me NADIR.

In ultimo, ma non in ordine di importanza, vorrei esprimervi il mio affetto, perché stare insieme a voi, è come trovare per la prima volta nella mia vita , il calore incondizionato di chi ti procrea, che il non amore di mio padre non mi ha dato, sommandosi ad una famiglia di origine con squilibri relazionali, dove ad esempio, le emozioni non potevano essere espresse con la fisicità, non per colpa, ma a causa dell'alterata dinamica familiare. Da quando avevo tre anni, nel momento in cui si scoprì che mio padre era un pedofilo: il lupo cattivo esiste davvero. E' per questo Luisa, che quando il 15\04\05 al Cineforum mi hai donato una carezza al volto, e poi nel stare in macchina con voi, a chiacchierare come in famiglia, ho percepito di essere entrata in un sogno , da cui ogni giorno ho paura di risvegliarmi e non trovarvi più, e, paradossalmente, io soffro ora, per la paura che questo accada … poi. Questa è una dinamica che vivo in ogni relazione affettiva in essere fuori da casa mia, in sostanza è una prigione creata da me stessa, dalla quale a tutt'oggi non sono riuscita ad uscire, vivendo una sintomatologia psico patologica che si ripercuote sulle mie potenziali capacità di relazioni interpersonali, che ne sono, così, pesantemente compromesse. Tanto è vero che nel settembre 2004, la Commissione Invalidi Civili dell'AUSL di Bologna, a seguito di visita (richiesta da me per tutelarmi nell' ambiente lavorativo), mi dichiarò portatrice di handicap, specificando che tale limitazione è collocata nell'ambito dell'inserimento sociale, in sostanza ho un DISTURBO DI RELAZIONE che si manifesta con ansia generalizzata, fobie, insicurezza, disturbi del comportamento alimentare, ecc….

Sono stati bravi, l'hanno capito e pensare che la stessa AUSL di Bologna mi ha tenuto in cura per tale patologia a partire dal 1998, presso i suoi ambulatori di SALUTE MENTALE, utilizzando farmaci e psicanalisi, senza però occuparsi della mia vita quotidiana. Di fatto si sono limitati a compensare la sintomatologia e non a ridurre o a risolvere l'handicap , tenuto conto che tale condizione può essere minore o maggiore a seconda degli ostacoli che la società, tutta, frappone tra il soggetto e l' ambiente in cui vive . Inoltre, nello scorso mese di agosto e poi in quello di marzo, l'Unità Operativa per la prevenzione salute e sicurezza ambienti di lavoro dell'AUSL Bologna, è dovuta intervenire sulle decisioni tecnico organizzative dell'Azienda per cui lavoro, in quanto mi creavano notevole disagio di adattamento, e conseguentemente evitamento. Tutto questo mi ha creato sofferenza, anche se posso dire, che ho sempre cercato di riuscire a farcela lo stesso, e ci sono riuscita su tanti versanti esistenziali, tra i quali, il più importante in assoluto, è quello di essere madre di una ragazza splendida. Ora, grazie all'associazione , a tutti voi, posso finalmente utilizzare NADIR, per sperimentare le mie capacità e attuali limiti, in un contesto “protetto” e ricco di stimoli socio culturali e sanitari, il tutto senza l'angoscia dei giudizi negativi, che questa società elargisce abbondantemente, tarpando sul nascere le ali a chi, come me, si trova ad avere tali disturbi nelle relazioni umane. Con piacere posso dire, che da quando frequento questa comunità, sono riuscita a modificare positivamente, alcuni miei pregressi limiti, trasformandoli in occasioni di evoluzione umana, ma, non solo , perché attraverso me, è anche cambiata la dinamica malsana del mio nucleo familiare, composto da me, mio marito, mia figlia e mia mamma.

Nel momento in cui ho accolto l' aiuto di NADIR noi tutti abbiamo compreso che era necessario metterci in discussione come genitori, in quanto il malessere di nostra figlia era il segnale che da tempo vivevamo in un clima familiare lesivo per tutti noi. Ora, invece, inaspettatamente, nella nostra casa si vivono i rapporti con il piacere di ritrovarsi per stare insieme e quegli episodi che prima sfociavano in lunghissimi scontri dolorosi, ora sono motivo di divertimento, devo dire che siamo DAVVERO GRATI ALL'ASSOCIAZIONE. Sono consapevole, che io al momento non possiedo gli strumenti per darvi ciò che voi riuscite a darmi, però il mio incondizionato affetto lo avete già , la farfalla che accompagna questa lettera è per il NADIR, per come io, ma credo anche gli altri, la vivono.

Con affetto, saluti Ida Graziano

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