associazione medica a carattere socio-sanitario destinata alla cura e alla prevenzione
dei DISTURBI di RELAZIONE,
attraverso un programma clinico di reintegrazione
del soggetto portatore di disagio
oc. Medica N.A.Di.R.
Assoc. Medica Disturbi di Relazione
Tel. 347 0617840
Fax: 051 3370212
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REDAZIONE di BOLOGNA
di ARCOIRIS TV
La televisione indipendente
della gente, per la gente
N.A.Di.R. informa

 

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Cravegna: una Comunità in festa
N.A.Di.R. informa : a Cravegna, un piccola frazione del Comune di Crodo, situata alle falde del Corno del monte Cistella su un dolce pendio coronato a ovest da una superba cornice di conifere, da 26 anni l' Unione Polisportiva di Cravegna nel mese di agosto organizza una festa autogestita ed autofinanziata destinata a raccogliere fondi per migliorare le infrastrutture del paese e contribuire ad aggregare la comunità di cui vanno giustamente orgogliosi. Un esempio di come sia possibile mantenere integre le nostre radici l ottando contro l'omologazione pur tendendo ad aprire la comunità a chi si trova lì per caso o per desiderio di condividere.
Siamo in Val d'Ossola , bellissima regione alpina che con forma di triangolo, comprende tutto il bacino imbrifero del fiume Toce e si spinge a settentrione incidendo un ampio settore delle Alpi Occidentali.
Varia e pittoresca l'Ossola nell'armonia delle sue valli e dei suoi laghi, negli altipiani riposanti, nei monti arrotondati dai ghiacciai, rosi dai venti o protesi arditi con le cime dentellate verso il cielo la riconosciamo come regione magnifica ed invitante sia per chi cerca tranquillità, sia per chi si appassiona alle vertiginose altezze.
Realizzato da Arcoiris Bologna
Visita il sito www.cravegna.it

Laguna artigiana
Nei percorsi che portano a calli di mestieri e botteghe di artigiani dove si lavorano il legno, lo stucco e il vetro, ci si interroga quale sia, a tutt'oggi, il posto che occupano gli artigiani nell'economia di una città come Venezia. Da questo è emerso un piccolo spaccato della situazione lavorativa nei tre settori con opinioni di giovani veneziani.
Regia : Ettore Salviato, Daniele Marzeddu, Roberto Deri
Produttore : Cinecircolo Il coltello nell'acqua Venezia
Sceneggiatura : Ettore Salviato, Daniele Marzeddu, Marta Motta
Fotografia : Daniele Marzeddu, Roberto Der
Vincitore Menzione Speciale "100 anni CGIL Veneto", Venezia 2006.
Vivere a fuoco
Le esperienze di utilizzo del fuoco sono molteplici: a Murano nelle vetrerie i maestri vetrai forgiano il cristallo che è risultato dalla fusione nei forni di cottura, in una cooperativa sociale del Mugello la legna offerta dal bosco circostante, sia per il riscaldamento del casale che per la cottura del cibo sulla stufa. Un modo di vivere a fuoco, cinematograficamente e nel vissuto.
Realizzato da Daniele Marzeddu
Skateboard:
sport di serie "Z" ?
 
 
N.A.Di.R. informa : sembra che in Italia l'unico sport praticato sia il calcio, il sistema mediatico passa per un buon 90% notizie riguardanti esclusivamente questa, pur affascinante, anche se un po' troppo inquinata da interessi lontani dallo spirito che dovrebbe sostenerla, disciplina sportiva. In realtà nel nostro Paese stanno fiorendo ed acquisendo popolarità, soprattutto tra i giovanissimi, tantissime altre attività sportive altrettanto affascinanti ed aggreganti, oltre che dotate delle caratteristiche idonee ad una sana preparazione atletica che non sembrano riconosciute né dal punto di vista informativo, né, tantomeno, da quello economico.
Ciò che aiuta uno sport a crescere è la gente che lo pratica!
Ciò che aiuta la gente a praticare uno sport è la disponibilità sul territorio di strutture adeguate!
Come posso imparare il canottaggio se non ho un fiume in cui poter remare?
Come posso imparare la pallamano senza palestre attrezzate?
Uno sport al momento sottovalutato e molto discriminato è lo Skateboard: un'attività che potenzia il fisico e l'equilibrio di chi lo pratica fino a livelli inimmaginabili; avete mai provato a stare in piedi su quella tavoletta con 4 ruote ? posso assicurarvi che è un'impresa degna di un equilibrista.
A Monteveglio (Bo), grazie alla StreetSportsAss ., che gestisce la struttura sportiva per skate più grande d'europa situata a Bologna, e all'opera di sensibilizzazione del THEDReAMCLUB si sta mandando avanti un progetto sk8 che si pone l'obiettivo di dare visibilità, di sensibilizzare e conseguentemente di allargare ad un numero crescente di persone la pratica di questo sport entusiasmante sia per chi lo pratica, sia per chi lo osserva.
Vi proponiamo questo breve video per rendervi partecipi e degli sforzi che stiamo sostenendo e per dare luce all'iniziativa (magari stimolando anche le Istituzioni) e per mostrarvi di fatto quanto sia affascinante e divertente tentare di stare in piedi su 4 ruote
Per maggiori informazioni: thedreamclub@mail.com
Visita il sito www.thedreamclub.it

La nostra Polisportiva ... per orgoglio
e per passione
N.A.Di.R. informa : Sign. Corrado Crepuscoli , ex Dirigente della Polisportiva Barca, ci racconta con orgoglio e con passione, miscelati a rammarico e nostalgia, la storia paradossale che sta vivendo il Centro Polisportivo Barca . Sembra che tanti anni spesi nel volontariato per creare un centro sportivo si stiano vanificando solo per questioni... burocratiche... o per interessi tanto lontani dalla volontà di servire la collettività quanto svilenti il servizio reso dal gruppo che l'ha saputo rendere fruibile. " Si azzera un'esperienza di volontariato che ha come unica colpa quella di avere lavorato per la collettività. Ci stanno spazzando via utilizzando i Bandi-gara ed accusandoci di essere dei baraccati . Noi abbiamo sempre creduto nel Centro ed abbiamo lavorato con passione. Noi abbiamo la nostra dignità ." Le potenzialità espresse negli anni ed il servizio offerto sembrano non avere più alcun valore per un'Amministrazione che pare essere indifferente alle voci di tutti quei volontari che nel territorio bolognese hanno saputo creare luoghi di incontro tanto importanti per il singolo quanto per il benessere della città intera.
Realizzato da Arcoiris Bologna
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Sindaco Cofferati...perchè?

CORREVA l'anno 1990 , quando il Comune di Bologna si rese conto che non era in grado di gestire il Centro Sportivo Barca sia dal punto di vista economico (vedi alto costo dei propri dipendenti) che sul versante organizzativo, (vedi le attività sportive che andavano aumentando) e chiese alle società ivi operanti, formate da volontari, di farlo per suo conto. Le società sportive accettarono e si costituirono in un “Comitato di gestione” ed il Quartiere Barca (così si chiamava al tempo) fece quindi un accordo sulla base del quale il Comune avrebbe dato in gestione gli impianti al Comitato, con compiti ben definiti. Da un lato ultimare il nuovo bar (in sostituzione di quello vecchio, inidoneo) di cui il comune si sarebbe fato carico del solo grezzo,(al Comitato quindi rimase di farsi carico, a proprie spese, degli impianti di riscaldamento,luce, acqua, infissi, servizi, ecc;) nonché di gestire gli impianti per le attività sportive ivi previste.

UNA SCOMMESSA IMPEGNATIVA! Ci siamo rimboccati le maniche perché, a fronte di un onere economico non indifferente (il bar costò, con anche gli arredi necessari, al comitato oltre 250 milioni di vecchie lire , che non erano certo pochi all'epoca) vi era anche un aspetto gestionale difficile perché si operava in un contesto problematico, tipico delle realtà delle periferie, quale era il CEPP Barca . Al tempo infatti vi era una microcriminalità molto attiva ed un campo nomadi adiacente con oltre 200 persone che, con la guerra del Kossovo, implose perché con la venuta di numerosi profughi di guerr,a che si aggiunsero ai nomadi stanziali, si creò una situazione difficile. Determinante il ruolo del centro sportivo e le istituzioni, Comune e Quartiere apprezzarono il nostro lavoro e lo stesso Prefetto Mosino ebbe a dire che “un grazie andava al Centro Barca che ha costituito un vero argine senza il quale sarebbe stato difficile gestire tali tensioni”.

GRAVE ATTO VANDALICO. Finita la guerra nel Kossovo e con la rimozione dei nomadi, (trasferiti fuori città) con l'aumento dell'utenza si sono resi necessari investimenti per dare non solo impianti adeguati ma per farne anche dei nuovi. Le cose stavano procedendo bene (ma forse proprio per questo) quando nel Giugno del 1999 un grave atto vandalico distrusse il bar, con danni di una gravità tale che la stampa locale ne parlò per giorni, anche perché si era in piena campagna elettorale . (si sarebbe votato poche settimane dopo per il rinnovo della Giunta comunale). Non si sono mai trovati i responsabili, ma le motivazioni erano intuibili: qualcuno non aveva gradito che l'assegnazione della gestione del servizio bar (avvenuta poche settimane prima) fosse andata ad Azienda scelta dal Comitato, e non ad altri soggetti che si ritenne opportuno (per comprensibili motivi) non accettare. Inutile dire lo sgomento ed anche la paura, ma poiché da tutte le Istituzioni del tempo , (dal Sindaco Vitali al Presidente del Quartiere Grandi), ma anche da chi poi vinse le elezioni (vedi chi diventò poi Sindaco,Guazzaloca e Assessore Sport Foschini) e dai Partiti ,che ci portarono la loro solidarietà e ci spronarono a dare un segnale che non avremmo subito intimidazioni, siamo quindi ripartiti, con rinnovato entusiasmo ed abbiamo via via prodotto, negli anni, migliorie sugli impianti e sui servizi quantificabili in oltre due miliardi di vecchie lire. E gli apprezzamenti avuti sono stati di tutte le Giunte succedutesi alla guida della città, sia quelle delle di centrosinistra, che Giunta Guazzaloca, perché l'allora Assessore allo sport Foschini, ci erogò un contributo pari a 140 milioni di vecchie lire, a fronte di un parziale rimborso per le utenze, aumentate per via dei maggiori servizi erogati.Un apprezzamento bi-partisan che sottolineiamo perché testimonianza di come il nostro operato sia stato sempre e da tutti apprezzato.

IL BANDO DELLA VERGOGNA– La Convenzione che regolamentava il nostro rapporto con il Quartiere Reno è sempre stata a noi rinnovata (credo giustamente, visto ciò che abbiamo fatto) e nel 2000 la gestione è andata a bando ma nessun'altro ha partecipato e quindi abbiamo vinto la gara essendo gli unici ad aver gareggiato. Poi l'ultima Convenzione, che scadeva nel 2004, prorogata d'ufficio dal Comune, viene messa a bando nel Giugno 2006. Un bando che ha prodotto l'incredibile e l'impensabile. Infatti il Quartiere Barca, certamente in buon fede, ha emesso però un bando che ha creato una situazione per cui il gestore uscente (che ha prodotto migliorie, a sue spese, per oltre 2 miliardi di vecchie lire) sta ora pagando di tasca propria gli investimenti in corso! Si vogliono demolire strutture fatte dal volontariato, si sono rimosse attrezzature funzionanti (poi sostituite con altre). Se a fronte di tutto ciò abbiamo si è fatto ricorso alla magistratura, ci pare cosa ovvia e sacrosanta, che chiunque al nostro posto avrebbe fatto.

Sig. SINDACO
premesso che ci permettiamo di dissentire da quanto detto dall'Assesore Patullo, ( perché alla Barca, come ha potuto verificare dal filmato non vi sono dei baraccati da sgomberare., ma strutture più che dignitose e funzionali, frutto di un lavoro di tanti dirigenti e soci), non comprendiamo perché in un anno di contenzioso Lei non abbia mai ritenuto di fare un incontro! Vogliamo dire che , al di là della gara per l'assegnazione, che lasciamo a parte perché altra cosa, ammesso e non concesso che vi sia stato da parte nostra un qualche errore, non si tratta così chi ha operato in buona fede e per la collettività ed azzerando quasi venti anni di impegno e di storia. Poi può essere che in detto incontro non si fosse trovato un accordo, e quindi Lei avrebbe poi deciso, (facoltà che nessuno contesta) ma ci si doveva confrontare! Noi ci battiamo non per difendere un qualche privilegio, ma contro una vera e propria ingiustizia e continueremo a farlo perché, a ben pensare altro non è che una richiesta di quella “legalità” di cui Lei si proclama strenuo difensore! Che andrebbe applicata, sempre!
Nel concludere, detto che se i nuovi gestori facessero anche bene (cosa che ci auguriamo, nell'interesse superiore dello sport) il raffronto non è proponibile, essendo ben diverso il contesto i cui loro operano, i volontari del comitato uscente sono orgogliosi di quanto fatto! Un orgoglio che nessuna sentenza di Tribunale (o delibera comunale) potrà mai intaccare!

Corrado Crepuscoli

 

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