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DIRITTI UMANI - presentazione
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Palestina news
Guarda il filmatoFace to Face:
i giovani di Neve Shalom - Wahat al Salam
 
In Israele, tra Tel Aviv e Gerusalemme, si trova Neve Shalom - Wahat al Salam, una comunità dove ebrei e palestinesi hanno deciso di vivere insieme, affrontando senza violenza i conflitti tra i loro popoli.
Oggi cinquanta famiglie vivono a Neve Shalom - Wahat al Salam: metà ebree e metà palestinesi.
Per i giovani di Neve Shalom - Wahat al Salam, cosa vuol dire crescere insieme?
Mariagrazia Moncada
Regista-operatrice per le case di produzione video di Bologna Luis.it e Baule dei Suoni; per i service Ocsa e Immagini e Suoni; e per Moviefarm di Milano. Ha realizzato in Vietnam un documentario sui bambini di strada, intitolato “Lustrascarpe”.
Danielle Mitzman
Giornalista radio-televisiva. Ha lavorato a Londra come produttrice/regista alla BBC Radio 4. In Italia lavora come giornalista radiofonica freelance per BBC World Service e Radio 4, Londra; Deutsche Welle, Bonn; Radio Netherlands Worldwide, Amsterdam.
promosso da Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.nswas.net

 

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the young people of Neve Shalom - Wahat al Salam
 
On a hill in Israel, between Tel Aviv and Jerusalem, lies the village of Neve Shalom - Wahat al Salam, a community where Jews and Palestinians have decided to live together. They have chosen to deal with the conflict between their two peoples in a non-violent way.
Today there are fifty families living in Neve Shalom - Wahat al Salam: half of them are Jewish and the other half are Palestinian.
For the young people of Neve Shalom - Wahat al Salam, what does growing up together mean to them?
Mariagrazia Moncada
Director-editor, making freelance documentaries, corporate films and fashion videos for various production companies. As well as her work as a documentary maker, she runs workshops in schools and associations focusing on intercultural relations. She has worked with numerous film and television production companies in Bologna and Milan.
Danielle Mitzman
Broadcast journalist. She has worked in London as a researcher for BBC Radio 4 and as a producer and reporter for Woman's Hour. In Italy she works as a freelance reporter, making social and cultural features for BBC World Service and Radio 4, London; Deutsche Welle, Bonn (English service); Radio Netherlands Worldwide, Amsterdam (English service).
promoted by Arcoiris Bologna

 

 
Israel's Assault on Gaza

On December 27, 2008, Israel Began One of the Bloodiest Attacks on Gaza Since 1948.
Democracy Now! speaks with medics and UN Relief Workers on the Ground, civilians and journalists inside both Gaza and Israel, hosts debate between leading scholars and advocates on both sides of the conflict, and much more.
January 27, 2009 : Worse than an Earthquake: Peace Activist Kathy Kelly on the Destruction in Gaza
January 23, 2009 : Noam Chomsky: Obama's Stance on Gaza Crisis ‘Approximately the Bush Position'
January 22, 2009 : Part II: Palestinian US College Grad Loses 2 Brothers in Israeli Shooting; Father Watched Son Bleed to Death After Israeli Troops Blocked Ambulances
January 22, 2009 : Ex-Carter Admin Official: Israel Ignored Hamas Offer Days Before Attacking Gaza; Violated Ceasefire With Attacks, Blockade
January 21, 2009 : Palestinian U.S. College Grad Loses 2 Brothers in Israeli Shooting; Father Watched Son Bleed to Death After Israeli Troops Bar Ambulances
January 16, 2009 : Palestinian Astrophysicist in US Recounts How His 11-Year-Old Son Died When Israeli Warplanes Bombed His Family's House
January 16, 2009 : Bloody Israeli Assault on Gaza Enters Fourth Week, Palestinian Death Toll Tops 1,100
January 15, 2009 : Israel Pounds Gaza: Shells Crowded Hospital, UN Compound and Building Housing Media Organizations
January 15, 2009 : U.S. Rabbis Urge Obama to Push For Gaza Cease-Fire
January 14, 2009 : Leading Israeli Scholar Avi Shlaim: Israel Committing ‘State Terror' in Gaza Attack, Preventing Peace
January 14, 2009 : White Phosphorous and Dense Inert Metal Explosives: Is Israel Using Banned and Experimental Munitions in Gaza?
January 13, 2009 : Pro-Israel Supporters Praise Gaza Assault as Justified Despite Mounting Civilian Death Toll
January 13, 2009 : ‘Catastrophically Misguided and Incomprehensible Policy'–Renowned Jewish Playwright Tony Kushner Speaks Out Against Israel's Assault on Gaza
January 13, 2009 : Gaza Suffers Most Intense Bombardment of 18-Day Israeli Assault
January 12, 2009 : Kucinich Cites Arms Export and Control Act in Decision to Vote Against House Measure Supporting Israeli Offensive
January 12, 2009 : Tens of Thousands Demonstrate Globally Against Israeli Actions, Jewish Women Among Those Leading Protests
January 12, 2009 : Fmr. Clinton Special Counsel Lanny Davis vs. Israeli Professor Neve Gordon: A Debate on the Israeli Assault on Gaza
January 08, 2009 : Former Amb. Martin Indyk vs. Author Norman Finkelstein: A Debate on Israel's Assault on Gaza and the US Role in the Conflict
January 07, 2009 : 40+ Killed in Israeli Strike on Gaza School Sheltering Refugees
January 06, 2009 : Israeli F-16 Attack Kills Father of Palestinian Journalist; Israel Bombs UN School, Killing Three
January 05, 2009 : A Debate on Israel's Invasion of Gaza: UNRWA's Christopher Gunness v. Israel Project's Meagan Buren
January 05, 2009 : US Blocks UN Security Council Vote Calling for Immediate Ceasefire in Gaza
January 05, 2009 : US Blocks UN Security Council Vote Calling for Immediate Ceasefire in Gaza
January 05, 2009 : Israeli Professor Under Hamas Rocket Fire, Neve Gordon Condemns Israeli Invasion of Gaza
January 05, 2009 : Report from Gaza City: Palestinian Journalist Sameh Habeeb on Gaza Under Siege
December 31, 2008 : Israeli Lawmaker and Conscientious Objector Nephew of Ex-PM Benjamin Netanyahu Denounce Israeli Attack on Gaza Strip
December 29, 2008 : Israeli Attacks Kill Over 310 in Gaza in One of Israel's Bloodiest Attacks on Palestinians Since 1948

 

 

 



 
IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI
di Paolo Barnard
Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza che inizia così: “ Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani ”.
Bene.
Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d'America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette - che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell'era contemporanea.
E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per approfondire. Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-palestinese, con la mole schiacciate e autorevole di documenti, di prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “ torto marcio ”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. E' un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell'Uomo e della legalità moderna. E' complicità, sì, com-pli-ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.
I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell'ala ‘progressista'. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dell'instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere della lobby ebraica', la carriera, o simili.
Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore.
Perché una cosa sia chiara a tutti: l'unica speranza di porre fine alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa dell'opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e prigioniero nell'indifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l'evidenza della Storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei palestinesi , mai si arriverà alla pace laggiù. E l'orrore continua. Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità.
L'evidenza della Storia di cui parlo è in primo luogo: che il progetto sionista di una ‘casa nazionale' ebraica in Palestina nacque alla fine del XIX secolo con la precisa intenzione di cancellare dalla ‘Grande Israele' biblica la presenza araba, attraverso l'uso di qualsiasi mezzo, dall'inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla guerra diretta, fino al terrorismo senza freni. I palestinesi erano condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima dell'Olocausto . Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno nella sua opera di Pulizia Etnica della Palestina. Questo accadde, sta accadendo e accadrà. Questo va detto, illustrato con la sua mole schiacciante di prove autorevoli, va gridato con urgenza, affinché il pubblico apra finalmente gli occhi e possa agire per fermare la barbarie.
In secondo luogo: che la violenza araba-palestinese, per quanto assassina e ingiustificabile (ma non incomprensibile), è una reazione, REAZIONE , disperata e convulsa, a oltre un secolo di progetto sionista come sopra descritto, in particolare a 60 anni di orrori inflitti dallo Stato d'Israele ai civili palestinesi, atrocità talmente scioccanti dall'aver costretto la Commissione dell'ONU per i Diritti Umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele “ un insulto all'Umanità ” (1977, 1985, 2000). La differenza è cruciale: REAGIRE con violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è AGIRE violenza. E' immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello che sempre accade. E' immorale condannare il “ terrorismo alla spicciolata ” di Hamas e ignorare del tutto il Grande terrorismo israeliano.
Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dell'ONU, delle maggiori organizzazioni per i Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come “La Pulizia Etnica della Palestina”, di Ilan Pappe, Fazi ed., o “Pity The Nation”, di Robert Fisk, Oxford University Press, e “Perché ci Odiano”, Paolo Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti http://www.btselem.org/index.asp , http://www.jewishvoiceforpeace.org , http://zope.gush-shalom.org/index_en.html , http://www.kibush.co.il , http://rhr.israel.net , http://otherisrael.home.igc.org . O ancora leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o ne “La Questione Palestinese” della libreria delle Nazioni Unite a New York.
E torno al “ tradimento degli intellettuali ” nostrani. Vi sono aspetti di quel fenomeno che sono fin disperanti. Il primo è l'ignoranza in materia di conflitto israelo-palestinese di alcuni di quei personaggi, Marco Travaglio per primo; un'ignoranza non scusabile, per le ragioni dette sopra, ma anche ‘sospetta' in diversi casi.
Un secondo aspetto è l'ipocrisia: l'evidenza di cui sopra è soverchiante nel descrivere Israele come uno Stato innanzi tutto razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi Canaglia, poi persino neonazista nelle sue condotte come potere occupante. Ricordo il 17 novembre 1948, quando Aharon Cizling, allora ministro dell'agricoltura della neonata Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “ Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa ”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del dicembre 1948 definì l'emergere delle forze di Menachem Begin (futuro premier d'Israele) in Palestina come “ un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti ”. Ricordo Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l'uso nel giugno di quell'anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che nel 1953 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere. Ricordo l'ambasciatore israeliano all'ONU, Abba Eban, che nel 1981 disse a Menachem Begin: “ Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome ”. Ricordo la risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “ personale responsabilità di Ariel Sharon ” un “ atto di genocidio ”. Ricordo le parole dello Special Rapporteur dell'ONU per i Diritti Umani, il sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che l'occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell'Aja. Ricordo le parole dell'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell'Olocausto: “ Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti. ” Ricordo che esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani; che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi; che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano (1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo'. Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu rigettato da Ben Gurion prima ancora che l'ONU lo adottasse, e che esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una farsa dove mai l'esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un'altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “ in 7 giorni ”, come disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle ostilità, e mentre l'egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere Arafat, come ho dimostrato in “Perché ci Odiano” intervistando i mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani in sei anni per la distruzione dell'Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con Hamas che ha preceduto l'aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha'aretz, 30/12/08), con l'assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla 'epopea' sionista.
Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: “ Dobbiamo usare il terrore, l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba ”. E ancora: “ C'è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l'operazione non c'è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti ”. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell'OLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell'esplosione del primo razzo Qassam su Sderot in Israele .
Ricordo ai nostri ‘intellettuali' di andarle a leggere queste cose, che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze.
E l'ipocrisia sta nel fatto che questi negazionisti di tali orrori storici possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di Gaza, sulla Pulizia Etnica dei palestinesi, e possono dichiararsi filo-israeliani “ appassionati ” (Travaglio) senza essere ricoperti di vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l'orrore patito per decenni dalle vittime dell'Apartheid sudafricana, o i massacri di pulizia etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia.
Il mio appello a questi colti mistificatori è: continuare a seppellire sotto un oceano di menzogne, di ipocrisia, sotto l'indifferenza allo strazio infinito di un popolo, sotto la vostra paura o la vostra convenienza, la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e quello palestinese, causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani. Sono più di cento anni che il nostro mondo li sta umiliando, tradendo, derubando, straziando, con Israele come suo sicario. Sono 60 anni che chiamiamo quelle vittime “ terroristi ” e i terroristi “ vittime ”. Questo è orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per odiarci. Dio sa quanta ragione hanno, cari 'intellettuali'.
Paolo Barnard
Gennaio 2009

 

 

 

 
 
 

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