via Decumana, 50/F-

40133 Bologna

Tel. 051 381829 / 347 0617840

Fax: 051 3370212

skype: pmnadir

segreterianadir@medicanadir.it

Assoc. Medica Disturbi di Relazione

"associazione a carattere socio-sanitario  destinata  alla cura e alla prevenzione dei Disturbi del Comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità), inquadrabili nei Disturbi di Relazione, attraverso un'azione diretta sul territorio nazionale con allargamento nel Sud del Mondo attraverso missioni di interscambio "

 

presentazione_rivista

15 >>> pag. 16 <<<< 17

Il condizionamento è una guerra
Se penso a quello che ho sempre rincorso, e non solo con riferimento alla dieta e al mio presunto peso ideale, mi rendo conto di come ho solo cercato qualcosa che si collocava al di fuori di me, senza chiedermi prima se fosse o meno in armonia con la mia natura.
La verità è che ho voluto adeguarmi a dei modelli esterni, credo per quel bisogno di sicurezza che dà l'illusione che conformandosi non ci senta soli , che ci senta invece finalmente sostenuti dagli altri. Ed è chiaro che mi vorrei sentire sostenuta dagli altri perchè attribuisco troppa importanza al loro giudizio, come se fosse solo ciò che pensano di me a decidere come sono io e a darmi quella sicurezza e accettazione di me stessa che io vorrei. E? evidente quanto potere di in questo modo agli altri, a scapito del potere che dovrei dare invece solo al mio giudizio.
Detto questo. ho pensato a come mi sentivo quando ero più magra e quindi più vicina a quell'ideale fisico che mi ero messa in testa: non so effettivamente se quel senso di soddisfazione che ricordo di avere provato mi derivasse davvero dall'essere come io mi volevo , o non piuttosto dall'illusione di essere finalmente accettata dal "mondo dei magri". E' complesso da spiegare, ma se effettivamente io avessi trovato il mio equilibrio perfetto credo che allo stesso modo lo avrei mantenuto, invece non è stato così!
Razionalmente potrei parlare per ore di quanto sono convinta di dovere trovare, anche nel mio peso, l'equilibrio che solo a me va bene ... ma all'atto di crederci davvero, cioè da dentro , tutto mi riesce molto più difficile perchè si tratta di eliminare un modo di pensare radicato in me da anni, e che da anni mi porta a certi comportamenti.
Ho pensato, infine, al modo in cui io mi guardo ... e non è esattamente lo sguardo di chi ama se stesso, quando è proprio importante come hai detto tu guardarsi con gli occhi di chi si vuole bene.
Tenere in considerazione le mie caratteristiche, quelle che appartengono solo a me, è così difficile perchè io sono invece più incline a mettermi in dubbio, o a pensare di non avere niente di particolare..ed è vero che in questo modo io mi manco di rispetto perchè nego importanza a quello che ho, rincorrendo sempre qualcos'altro.......invece proprio quello che ho è il mio punto di partenza .
Tu, come la maggior parte dei miei pazienti, stai inseguendo un miraggio.il miraggio di una che non esiste.........nemmeno nella tua testa....una costruita da un ambiente che ci è ostile, fintamente amico, che ci usa e che ci manipola, che ci vuole fare perdere di vista i nostri bisogni e/o desideri primari, che vuole da noi quello che non esiste se non nei progetti manageriali di chi li produce.
Avolte ho l'impressione che tu già da tempo abbia raggiunto la tua oasi, e malgrado questo, malgrado il fatto di percepire la dolce carezza dell'acqua sui tuoi pidi, rivolgi tutta la tua attenzione al miraggio dell'oasi che non c'è.....rischiando di morire di sete!
Dobbiamo imparare tutti ad apprezzare quello che abbiamo.non possiamo vivere, ossia non vivere, in funzione di quello che l'ambiente pretende da noi... noi siamo l'ambiente, noi siamo il nostro tempo, noi ci apparteniamo.
Dall'alto ti cade continuamente sul capo la lista delle qualità più desiderabili, e delle persone migliori.questa è la prima, quella la seconda.e io chi sono, dove mi posiziono???
... ovviamente, all'ultimo posto.
Perchè non possiamo, ognuno di noi, porci al primo posto? I nostri difetti sono le nostre caratteristiche..chi ti ama, chi ti rispetta, lo fa per quello che sei, e non per quello che stai rincorrendo... mentre si corre si perdono di vista troppe cose... pensa ad un viaggio in treno, pensa a cosa riesci a vedere..
Lo scorrere indistinto dei paesaggi...
Vuoi che la tua vita sia uno scorrere indistinto?
No! Ma neanche un paesaggio mummificato.
Come vuoi che sia? E se tu rispondessi "vorrei che fosse come è ?
No, se ci penso mi viene da dire che vorrei sempre aggiungere o togliere qualcosa.
Ottimo metodo per non essere felice ed appagata!
Perchè permettere ai condizionamenti di deturpare la tua vita, i tuoi sogni, il tuo presente?
Il condizionamento è paragonabile ad una guerra.un bombardamento continuo.il problema è che non si vedono le bombe...è una guerra subdola.e come tutte le guerre "uccide" tante persone, per riuscire ad arricchirne poche.

Due Cicamiche

15 >>> pag. 16 <<<< 17

presentazione_rivista
.

pmnadir

About Us | Site Map | Privacy Policy | Contact Us | ©2003 Company Name