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Guarda il filmatoInternazionale a Ferrara 2009:
Intervista a Loretta Napoleoni
 
NADiRinforma incontra Loretta Napoleoni: durante il festival di Internazionale, il 4 ottobre c/o l' Hotel Ferrara , Angelo Boccato intervista Loretta Napoleoni (economista esperta di terrorismo internazionale, consulente sul tema in questione presso alcuni esecutivi occidentali, collaboratrice di Bbc e Cnn, editorialista di quotidiani e riviste come “El Paìs”, “Le Monde”, “The Guardian” e “L' Unità”) seguendo i temi trattati nel suo saggio “La Morsa” (edizioni Chiarelettere) , tra le evoluzioni della crisi nel villaggio globale, l' impotenza politica emersa dalle azioni dei governi occidentali e da numerosi summit internazionali, alle occasioni e prospettive di incredibile crescita economica per il sistema mafioso globalizzato, una delle poche realtà al momento a trarre guadagno dalla depressione attuale , fino a quello che potrebbero riservarci i prossimi mesi.
Intervista a cura di Angelo Boccato
Riprese : Daniele Marzeddu
Visita il sito: lanapoleoni.ilcannocchiale.it

 

 

 

"LA MORSA" di Loretta Napoleoni
(Ed. Chiarelettere) Il booktrailer
"Distratti da Al Qaeda, derubati da Wall Street. Come ne usciamo?
Le vere ragioni della crisi mondiale."
guarda il sito: www.lorettanapoleoni.org

 

Guarda il filmatoIntervista a Loretta Napoleoni
 
NADiRinforma incontra Loretta Napoleoni: il 25 giugno c/o l' Hotel I portici a Bologna, Angelo Boccato intervista Loretta Napoleoni, (economista esperta di terrorismo internazionale, consulente sul tema in questione presso alcuni esecutivi occidentali, collaboratrice di Bbc e Cnn, editorialista di quotidiani autorevoli come “El Paìs”, “Le Monde”, “The Guardian” , “L' Unità” e del settimanale “Internazionale”) sui temi da lei sollevati nel suo ultimo libro “La morsa” , edito da Chiarelettere. Nel corso della discussione attorno al libro, dal significativo sottotitolo “Distratti da Al Qaeda, derubati da Wall Street, come ne usciamo?” si parte dal percorso della crisi attuale, crisi di “sistema”, oltre il settore economico, legata alla follia politico-economica della war on terror post-11 settembre, connessa a crisi cadute nell'oblio politico-mediatico e all'origine dei forti impulsi per nuovi equilibri geopolitici ed economici ad Est. Del resto, dopo quasi 20 anni di pensiero unico e di adesione messianica alle capacità taumaturgiche del mercato, come si possono orientare le classi dirigenti verso nuovi modelli? Il compito è complesso e il prossimo futuro fosco, ma alcune risposte possono non essere così distanti.
Intervista a cura di Angelo Boccato
Visita il sito: www.lanapoleoni.ilcannocchiale.it

 

Intervista a Loretta Napoleoni

 

a cura di Angelo Boccato
Angelo B:La crisi ambientale, la crisi energetica e la crisi alimentare che sono state dimenticate ad arte dai media ,come sono correlate con la “morsa” e in che modo creano quella che viene definita “crisi di sistema”?
Loretta N: Sicuramente le crisi alimentari e le crisi energetiche dell’anno scorso sono correlate con questa politica dei tassi d’ interesse bassi che è stata perseguita prima negli anni 90’ per facilitare il processo di globalizzazione , politica che oggi è perseguita dagli Stati Uniti e poi dopo l’ 11 settembre da Bush per poter finanziare ,attraverso la vendita dei buoni del tesoro americani sul mercato internazionale dei capitali la guerra in Iraq. Questi due fenomeni quindi, la facilitazione del processo di globalizzazione e la guerra in Iraq hanno spinto i tassi verso il basso, fino a livelli bassissimi. Ricordo che alla fine della guerra ufficiale in Iraq , il tasso di interesse americano era dell’1,8%, quindi parliamo dell’estate del 2003 e questo ha dato la possibilità agli speculatori di muoversi a loro agio sul mercato delle materie prime e quindi di speculare su queste materie prime sempre e solamente al ribasso e questo ha portato, in realtà alla crisi alimentare perché la crisi alimentare non era una crisi legata alla scarsità del prodotto ,era invece una crisi legata al fatto che i prezzi erano saliti a livelli inaccessibili dalla maggiore parte della popolazione del Sud del Mondo, quindi diciamo, i poveri proprio perché la speculazione li aveva portati a gravitare. Per quanto riguarda il petrolio invece vediamo che l’ aumento del prezzo del petrolio è legato alla politica della paura , di Bush, politica che viene instaurata per poter giustificare la guerra in Iraq, prima la guerra in Afghanistan e poi la guerra in Iraq ,che terrorizza i mercati e che porta i mercati a scontare continuamente un’ interruzione della produzione petrolifera in Arabia Saudita, interruzione che non avviene mai, chiaramente, ciononostante il prezzo sale fino a raggiungere i livelli appunto dell’anno scorso di 150 dollari al barile.
Angelo B: Si parlava prima degli speculatori; la finanza islamica è un modello etico in gran parte. Volevo chiederle quali secondo lei possono essere le future evoluzioni della finanza islamica, le future espansioni e se a suo avviso, puntando come ha anche scritto, sulle banche cooperative, sulle banche etiche o comunque le banche locali che non hanno investito nei subprime o in giochi finanziari è possibile che si possa originare in Occidente una sorta di polo di finanza e di banche etiche, non dico in contrapposizione a quello islamico, diciamo un polo importante, rompendo il mantra che sentiamo molto spesso del “salvare le banche”?
Loretta N: Sì., sicuramente l’ idea di creare un polo etico intorno al quale ruota non solamente la banca etica, non solamente il sistema del credito cooperativo, ma anche diciamo le banche tradizionali è un’ idea vincente, che si sta facendo strada non solo tra la popolazione, ma anche nelle banche. Il problema fondamentale è come deve essere strutturato questo codice etico, nel caso della finanza islamica abbiamo un codice etico che già esiste la sha’ aria , viene preso questo codice etico, viene’ applicato all’economia da parte di un Consiglio della Sha’ aria in tutte quante le banche e quindi esiste questo controllo diciamo diretto, quasi quotidiano sull’attività delle banche. Come strutturare un sistema analogo nel sistema occidentale? Allora, prima di tutto ,secondo me bisogna scorporare la sezione diciamo commerciale dalla sezione banca d’ affari in tutti gli istituti di credito perché la banca d’ affari è una banca che diciamo specula, che prende rischi e va benissimo come modello ; nel caso della finanza islamica non ce l’ abbiamo questo modello perché non si può speculare né si può rischiare, cioè il denaro deve essere sempre investito in una attività che sia relazionata all’economia reale, quindi non abbiamo un problema analogo. Allora, attraverso il suo scorporamento è possibile usare la parte commerciale della banca quale sistema portante attorno al quale costruire un sistema etico di comportamento però tutto questo richiede delle riforme radicali che non mi sembra che oggi come oggi siano sul tappeto, né in Europa né tantomeno negli Stati Uniti, invece si cerca di arginare la crisi potenziando un sistema che non funziona.
Angelo B: A questo proposito, a suo avviso, le classi dirigenti occidentali , americane ma anche europee, sono impotenti o passive di fronte a quello che sta succedendo semplicemente per il fatto che ormai da anni hanno abdicato al loro ruolo o vi sono anche altri fattori a suo avviso in questa passività?
Loretta N: Io credo che la passività sia legata principalmente al fatto che non si sa , non esiste un modello alternativo quindi non si sa in realtà come reagire. Se noi ci trovassimo in una situazione in cui ci fosse un modello alternativo, anche diciamo il modello socialista vecchio stampo, in un mondo diviso in due si potrebbe dire “Va bene, questo modello non ha funzionato quindi riformiamolo, cambiamo modello e usiamo quest’ altro…”. Il problema è che non ce n’è un’ altro , il problema è che noi abbiamo abbracciato questa concezione, capisco perché l’ abbiamo fatto, nel senso è molto confortante però abbiamo abbracciato una concezione secondo la quale dopo l’ 89’ esisteva un solo modello che era appunto il modello capitalista a struttura neoliberista e che avrebbe funzionato per sempre. Per vent’ anni non abbiamo fatto ricerca, non abbiamo investigato, non abbiamo pensato a un’ economia alternativa e quindi oggi ci troviamo in questa grossa passività. Gli strumenti poi si sono ridotti perché questa politica neoliberista che ha portato progressivamente alla riduzione del gettito dell’ imposizione fiscale ha ridotto uno degli strumenti fondamentali nelle mani appunto del Tesoro, ma anche della Banca Centrale che è l’ imposizione fiscale, il sistema delle tasse quindi rimane uno strumento solo che è diciamo la manovra monetaria, cioè il tasso d’ interesse. I tassi sono a zero praticamente, negli Stati Uniti come in gran parte dell’Europa e quindi ci troviamo veramente in una situazione di stallo e da qui appunto questa immobilità.

 
 
 
 
 
 
 
 
Angelo B: Rispetto all’immobilità occidentale, lei se non sbaglio recentemente è stata in Cina. Volevo chiederle che modello ha trovato, che sorta di via d’ uscita dalla crisi ha trovato in Cina e se a suo avviso questa sorta di via d’ uscita che Pechino sta seguendo può rappresentare l’ inizio di un nuovo equilibrio geopolitico ed economico , creando una sorta di “Consenso di Pechino”, in contrapposizione al “Washington Consensus”?
Loretta N: Sì, secondo me si può parlare di un “Consenso di Pechino” che si sta formando, tra l’ altro i dati recentissimi confermano questa ripresa dell’economia da parte della Cina, addirittura si parla di una crescita di fine anno del 7,7%, quindi siamo quasi a un punto percentuale più alto di quanto si pensava all’inizio dell’anno. In Cina c’è un sistema economico capitalista che però viene rigidamente controllato, direi, da parte del sistema politico , c’è una grande libertà di iniziativa privata , di attività privata che viene garantita alla popolazione però per esempio il mercato dei capitali è ancora un mercato chiuso, quindi la Cina è meno sensibile alle crisi economiche proprio perché ha questa protezione. Allora, c’è l’ intenzione di aprire questo mercato, sicuramente lo dovranno fare perché se la Cina, da terza economia mondiale farà il grande salto nei prossimi anni, proprio grazie a questa recessione e diventerà la prima economia mondiale è anacronistico pensare che manterrà una chiusura del mercato dei capitali però io penso che come modello è un modello vincente perché non ha aperto completamente, non ha fatto una deregulation sul mercato finanziario del tipo che abbiamo fatto noi , ha fatto invece una deregulation sul mercato dell’economia reale, mantenendo quel controllo che è necessario sul mercato finanziario. E’ chiaro che la Cina è ancora un paese in via di sviluppo, quindi ha dei problemi diversi diciamo invece da quelli che hanno le economie mature industriali, però, credo che dopo questa esperienza decisamente negativa del neoliberismo occidentale, i cinesi impareranno moltissimo , quindi io vedo come un modello futuro di economia globalizzata lo vedo molto più influenzata dal modello cinese che non dal modello occidentale.
Angelo B: Vorrei ricollegarmi a un articolo che è stato pubblicato recentemente sul suo blog, “L’ Alfabeto della recessione” e praticamente volevo domandarle quali sono le lettere a suo avviso sulle quali bisognerebbe puntare per, diciamo non superare la crisi che è di sistema e quindi difficilmente superabile, per quanto alcuni economisti e politici lo sostengano, in breve tempo, ma quanto meno per limitare i danni e se questo alfabeto può rivolgersi non solo magari ai governi o alle istituzioni, ma anche a singoli o gruppi organizzati di singoli?
Loretta N: Dunque l’ alfabeto della recessione si riferisce a tutte queste nuove interpretazioni da parte degli economisti su come sarà la crisi, cioè l’ andamento della curva della crisi, io infatti alla fine dico che se non c’è una riforma radicale , l’ andamento sarà simile a una Z, cioè un avvitamento in negativo su sé stessa , invece si potrebbe trasformare questa crisi in una lettera U, nel senso ci troviamo ancora nella fase di discesa della formazione della lettera, se ci fosse veramente una volontà radicale di cambiamento potremmo raggiungere un livello di stabilità diciamo molto basso e da quello poi ricrescere, ma con una crescita che non sia una crescita come quella che abbiamo visto ultimamente che vada da momenti di grandissima crescita a momenti di crisi tremenda perché poi in realtà questo è l’ andamento negli ultimi quarant’anni dell’economia occidentale, ma una crescita graduale con una vera redistribuzione del reddito che quindi permetta a tutta quanta la popolazione di migliorare le proprie condizioni di vita, come sta avvenendo in Cina, mentre invece oggi noi ci troviamo in Occidente con una classe media che è meno ricca di quello che era venti o trenta anni fa.
Angelo B: Le prospettive future o le possibili evoluzioni delle politiche economiche di Obama a suo avviso non saranno gravide di particolari cambiamenti e oltre a questo il G8 italiano sarà a suo avviso un’ altra esibizione come è stato il G20 o potrebbero emergere iniziative di una qualche rilevanza?
Loretta N: Secondo me il G8 sarà come il G20; grandi cambiamenti, grandi iniziative non possono avvenire in contesti di questo tipo in cui i politici si incontrano per due giorni, un giorno , in cui devono fare le foto, in cui devono fare i pranzi, devono fare tutte le pubbliche relazioni necessarie. I grandi cambiamenti possono avvenire solamente se si decide una piattaforma comune di lavoro e si lavora su quella piattaforma; una volta raggiunto un nuovo sistema economico, una volta completata questa piattaforma, poi si presentano al mondo, ma pensare che al G8 i capi di stato riescano a discutere di un nuovo sistema economico, come è stato Bretton Woods secondo me è un sogno. A Bretton Woods si sono chiusi in una casa per tre settimane e hanno ridisegnato il modello economico e monetario internazionale e allora il mondo era molto, ma molto più piccolo di quello che è oggi.

 

Prosegue la Mobilitazione dei Medici Specializzandi
N.A.Di.R. informa: Dopo il tanto atteso finanziamento della legge 368/99 avvenuto con la Finanziaria 2006, lo scorso 8 marzo il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha finalmente firmato il primo DPCM che stabilisce il nuovo trattamento economico a copertura del contratto di formazione specialistica dei medici specializzandi. Tale misura tuttavia non sblocca la situazione di confusione e vuoto legislativo che perdura ormai dall'autunno scorso nei policlinici universitari, situazione che cambierà solo in presenza dello schema tipo di contratto, ancora bloccato nelle maglie della burcrazia e delle discussioni tra diversi ministeri. Ne parliamo con il responsabile dell'Assoc. Federspecializzandi di Bologna: Dott. Teo Vignoli
Visita il sito: http://www.federspecializzandi.org

 

Progetto Lungosavena:
a quando la realizzazione del 3° lotto?
N.A.Di.R. informa dà la parola ai cittadini che, dopo anni di richieste alle amministrazioni competenti, hanno deciso di rendere pubblico, perseverando nella protesta, il loro disagio. Disagio derivante dalla forzosa trasformazione di una strada comunale (via Villanova) in un lotto della Lungosavena. La qualità della loro vita ha subito un notevole aggravio visti i disagi e i rischi conseguenti al traffico che attraversa l'area urbana della frazione di Villanova di Castenaso Bologna

Dalla parte dei diritti umani: la parola all'avv. Vainer Burani
N.A.Di.R. informa: l'Avv. Vainer Burani (avvocato difensore di dell'Imam Abu Omar) rilascia una breve intervista in riferimento alla salvaguardia dei diritti umani, al concetto stesso di terrorismo e di giustizia uguale per tutti
Intervista a cura di Claudio Coronati

 

La visita di Bush in Italia: Interviste
Bologna, 7 giugno 2007
N.A.Di.R. informa : Claudio Coronati (reporter), Mauro Collina (Pres. Assoc. La Villetta) e Massimo Bellante (Comitè Internacionalista Camilo Cienfuegos) ci rilasciano una dichiarazione in riferimento all'imminente visita del Presidente U.S.A. George W.Bush in Italia.
Le interviste sono state rilasciate nel corso della manifestazione "Bologna per Cuba - dal Tramonto all'A.L.B.A." organizzata dal Comitè Internacionalista Camilo Cienfuegos in collaborazione con La Villetta e l'Assoc. Italia-Cuba c/o il Cortile Café.

 

Incontro con Maurizio Chierici e Gianni Minà
 
 
N.A.Di.R. informa incontra 2 giornalisti eccellenti: Maurizio Chierici e Gianni Minà .
Il 3 settembre 2007 nel corso della Festa Nazionale dell'Unità c/o lo stand della Casadeipensieri si è tenuto l'incontro Politicamente scorretto - giornalisti fuori dal coro che ha visto protagonisti Maurizio Chierici e Gianni Minà .
I due giornalisti, attraverso i racconti delle loro esperienze, ci hanno dimostrato ancora una volta come sia difficile, ma al contempo fondamentale per una società sana e in divenire, riuscire a passare l'informazione seguendo quelle regole etiche che paiono a tutt'oggi demodé e che, a tutti gli effetti, risultano essere scomode per il sistema propagandistico dominante.
Realizzato da Arcoiris Bologna

 

 

presentazione video-interviste

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