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Sputnik 50 - L'inizio dell'era spaziale a Bologna
N.A.Di.R. informa: L'Osservatorio Astronomico di Bologna ha organizzato, nella serata di martedì 2 ottobre, l'incontro pubblico "Sputnik 50 - L'inizio dell'era spaziale a Bologna" . A partire dalle ore 21, l'Aula Absidale di Santa Lucia ha visto la presenza di Mons. Giovanni Catti, Guido Fanti, Flavio Fusi Pecci, Margherita Hack ed Eugenio Riccomini . Con la conduzione affidata a Giorgio Comaschi, la serata ha cercato di valutare l'impatto che l'inizio dell'era spaziale ebbe a livello sociale e politico all'interno della realtà locale di Bologna e sulla sua cultura. "Con il lancio dello Sputnik - spiega Guido Fanti , già sindaco di Bologna - ci fu una riflessione collettiva di tutte le parti sociali e politiche relativamente al futuro , alla direzione verso cui il mondo stava andando. Questo avvenimento è stato un importante segnale che ha permesso a Bologna l'avvio di una nuova epoca , caratterizzata da un progressivo avvicinamento tra la sinistra e la componente cattolica, che ha poi portato alla creazione della città che oggi viviamo e conosciamo ".
Produzione: Arcoiris Bologna
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La terra ha gli anni contati - Maurizio Chierici intervista Margherita Hack
Venerdì 14 Aprile 2006 è stato conferito il premio "Non solo parole" a Margherita Hack, una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana.
In occasione della consegna del riconoscimento, Margherita Hack è stata intervistata da Maurizio Chierici, giornalista de l'Unità.
Intervista a Margherita Hack
Margherita Hack: "Il Sole vivrà ancora per cinque miliardi di anni poi diventerà una gigante rossa assorbendo la Terra che concluderà così il suo ciclo di vita. La fine certa sarà questa. È probabile che nel sottosuolo di Marte ci sia acqua allo stato liquido. Tanto interesse per l'acqua perché è la condizione affinché ci sia vita, anche se, da sola non basta. Spostiamoci anche su Marte ma conserviamo la Terra, l'unico posto su cui effettivamente possiamo vivere, riduciamo l'inquinamento ambientale, i disastri climatici ai quali andiamo incontro, biodiversità in pericolo, tante specie animali stanno estinguendosi. In aumento l'opacità della Terra. Fattori che peggiorano le condizioni di vita sulla Terra. Dobbiamo essere consapevoli dei guasti che la tecnologia ha portato e con la tecnologia medesima ripararvi. La riforma Moratti sta distruggendo L'Università, che, con tutti i propri difetti preparano bene ma oggi non si offre nulla per la ricerca. L'Oroscopo? Una vergogna. Credere negli astri equivale a superstizione. Per invecchiare bene: mantenere attivi fisico e cervello. Poca solidarietà oggi. Mi preoccupa la guerra. Un popolo la Democrazia deve conquistarsela da sè".
 
Biografia di Margherita Hack
(tratto da Logos Library)

 

Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922) è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un valido contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Dal 1948 al 1951, insegnò astronomia come assistente e nel 1950 entrò in ruolo. Nel 1954 ottenne la libera docenza e, sotto la spinta del marito, iniziò la sua attività di divulgatrice scientifica, collaborando con un quotidiano. Chiese e ottenne il trasferimento all'Osservatorio di Merate, una succursale dello storico Osservatorio di Brera. Nello stesso periodo, teneva corsi di astrofisica e di radioastronomia presso l'Istituto di Fisica dell'Università di Milano. Ha collaborato con l'Università di Berkeley, l'Institute for Advanced Study di Princeton, l'Institut d'Astrophysique di Parigi, gli Osservatori di Utrecht e Groningen, l'Università di Città del Messico; è stata anche "docente in visita" presso l'Università di Ankara. Nel 1964 divenne professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Trieste e come tale ebbe l'incarico della direzione dell'Osservatorio astronomico. La sua gestione, rivitalizzò un'istituzione che era l'ultima in Italia sia per numero di dipendenti e di ricercatori che per strumentazione scientifica, portandola a rinomanza internazionale. L'enorme sviluppo delle attività didattiche e di ricerca, pose il problema di creare un Istituto di Astronomia. Fu istituito nel 1980 e sostituito nel 1985 da un Dipartimento di Astronomia, che la scienziata diresse fino al 1990. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Le nebulose e gli universi-isole(1959), La radíoastronomia alla scoperta di un nuovo aspetto dell'Universo (1960), L'universo. Pianeti, stelle e galassie (1963), Esplorazioni radíoastronomíche (1964), L'universo violento della radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L'universo alle soglie del Duemila (1992), La galassia e le sue popolazioni (1992), Alla scoperta dei sistema solare (1993), Cosmogonie contemporanee (1994), Una vita tra le stelle (1995), L'amica delle stelle (1998). Il trattato Stellar Spettroscopy, scritto a Berkeley, nel 1959, con Otto Struve (1897-1963) è considerato ancora un testo fondamentale. Straordinaria divulgatrice, ha collaborato a numerosi giornali, a periodici specializzati e ha fondato nel 1978 la rivista "L'Astronomia" che dirige tuttora. Nel 1980 ha ricevuto il premio Accademia dei Lincei e nel 1987 il premio Cultura della Presidenza dei Consiglio. E' membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society. Nel 1992 la scienziata è andata fuori ruolo per anzianità e ha continuato l'attività di ricerca senza l'impegno dell'insegnamento. Nel 1993 è stata eletta consigliera comunale a Trieste. Dal 1997 è in pensione, ma dirige ancora il Centro Interuniversitario Regionale per l'Astrofisica e la Cosmologia (CIRAC) di Trieste e si dedica a incontri e conferenze al fine di "diffondere la conoscenza dell'Astronomia e una mentalità scientifica e razionale".
 
Questione SCUOLA 2008
  Lezione di Margherita Hack in Piazza della Signoria a Firenze
... la situazione è davvero terribile per il nostro Paese. Pensate, una riforma così importante come quella che riguarda l'Università, è stata fatta con un decreto legge approvato un mese dopo, quindi, oggi è legge senza averlo né discusso in Parlamento, né parlato, discusso con chi nell'università ci lavora. Quindi questa è una falsa democrazia.
Io spero che questa presa di posizione di tanti giovani, di tanti studenti apra gli occhi a quella parte della popolazione che ancora ammira questo governo, che è un governo che distrugge l'Italia. E mi auguro che anche l'opposizione diventi una vera opposizione che sia unita, unita dai comunisti di Rifondazione a Di Pietro. Un'unica forza per combattere questo governo vergognoso di arroganti e ignoranti. Ci si riempe sempre la bocca di parole come innovazione, tecnologia e se non facciamo innovazione e tecnologia diventeremo un paese del terzo mondo, ebbene, questi signori non sanno che l'innovazione e la tecnologia sono il frutto della ricerca applicata e la ricerca applicata è il frutto della ricerca pura, cioè di quella ricerca che ha il solo scopo della conoscenza, che non si pone immediati risultati pratici che magari arriveranno dopo decenni. Un esempio è quello di Einstein che prese il premio Nobel per l'effetto fotoelettrico che sembrava una ricerca del tutto pura, del tutto astratta, eppure, dopo qualche decennio, da questa ricerca pura son venuti fuori tutti i marchingegni elettronici di cui noi tutti ci serviamo sempre. Ora ... la ricerca con chi si fa ? La ricerca la si fa coi ricercatori e soprattutto con i giovani perché le statistiche ci dicono che sono i giovani a fare le maggiori scoperte, quelli che hanno meno di 40 anni e, quindi, noi ora ... con questa legge si fa inaridire l'università. É come un albero a cui si toglie la linfa, la linfa sono i giovani. Pensate che razza di riforma è questa o di controriforma. É gravissimo, già, il taglio dei finanziamenti, i finanziamenti erano già la metà di quello degli altri paesi europei, come Germania, Francia, Inghilterra, ma ancora peggio, è il blocco del turn over che nel 2009 ci si propone di assumere 1 ricercatore per 10.000 docenti che vanno in pensione. Nel 2010, 1 ricercatore per 5 docenti e quindi si arriverà presto a più che dimezzare il personale docente. Cosa vuol dire questo ? Già oggi molti ricercatori che secondo la legge di riforma di parecchi anni fa, la 380, prevedeva che i ricercatori dovessero prevalentemente fare ricerca, già oggi sono oberati di insegnamenti e di quelli più pesanti e ripetitivi, con questo futuro assetto cosa succederà ? Che i ricercatori faranno soltanto didattica, la ricerca non si fa più; non ci saranno più laboratori. E quindi questo vuol dire veramente la morte dell'università, la morte della ricerca.

DePILiamoci. La Video Intervista
Filmato in cui gli autori, Roberto Lorusso e Nello De Padova, con alcuni contriburti di Maurizio Pallante, presentano il progetto De PIL iamoci nella sua articolazione (Libro, Portale, Campagne di diffusione, strumenti Multimediali) e nei suoi obiettivi.

 

 

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